Preavviso dimissioni: giorni e tempistiche da tenere a mente per non incorrere in sanzioni. Ecco tutto quello che bisogna sapere.

Se stai pensando di cambiare lavoro avrai bisogno di conoscere a quanto ammonti preavviso delle dimissioni. Come per i licenziamenti, anche in caso di dimissioni è infatti necessario rispettare un periodo di preavviso, stabilito dal singolo Contratto Collettivo Naizonale del Lavoro, se si vuole evitare di incorrere in sanzioni, tra cui una riduzione dello stipendio. Quanti giorni prima bisogna dare il preavviso al prprio datore di lavoro? Scopriamolo insieme!

Giorni preavviso dimissioni: cosa c’è da sapere

Partiamo dalle basi. Perché è previsto un preavviso in casi come questi, e come va comunicato alla propria azienda? Ovviamente, come anche al contrario, si tratta di uno strumento a tutela, in questo caso, del datore di lavoro, che ha così il tempo sufficiente per individuare, assumere, e magari formare un nuovo dipendente che dovrà prendere il posto del dimissionario.

Videochiamata di lavoro
Videochiamata di lavoro

Capito il senso di questo strumento, passiamo a capire come fare per presentare le dimissioni. Per informare il proprio datore di lavoro è necessario utilizzare la via telematica, come una mail, magari allegando una lettera di dimissioni. Entro quanto tempo? Qui il discorso si fa più complicato, e dipende dal singolo CCNL.

Va però ricordato che in quasi tutti i contratti collettivi nazionali il periodo stabilito per il preavviso decorre tra il 1° e il 16° giorno del mese. Perciò, se un dipendente inviasse una comunicazione, ad esempio, il 18 giugno, il periodo di decorrenza scatterebbe dal 1° luglio, la data utile più vicina.

Periodi di preavviso: come calcolarli

Rispetto ai licenziamenti, le dimissioni possono arrivare secondo il nostro ordinamento anche senza giustificarne il motivo. L’importante è rispettare il periodo di preavviso. Quest’ultimo dipende dalla tipologia di contratto, dal livello di inquadramento, dall’anzianità di servizio e dalla qualifica.

Scrivere
Scrivere

In linea di massima, i tempi per il preavviso delle dimissioni coincidono con la metà rispetto a quelli per il licenziamento. Ad esempio:

– full time e massimo cinque anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro = 8 giorni;
– full time e più di cinque anni di anzianità = 15 giorni di calendario;
– part time e massimo due anni di anzianità = 4 giorni di calendario;
– part time e più di due anni di anzianità = 8 giorni di calendario.

Per poter avere un quadro più chiaro della situazione bisogna però consultare il singolo CCNL di nostro interesse, essendo la durata del preavviso variabile di caso in caso.

Preavviso dimissioni: sanzioni e quando non è necessario

Ma quali sono le sanzioni qualora il lavoratore non rispettasse il periodo di preavviso previsto dalla legge? In questo caso il datore di lavoro ha diritto a richiedere un’indennità di mancato preavviso, che sarà pari all’importo degli stipendi che sarebbero spettati al lavoratore per il periodo di preavviso non lavorato. La pena pecuniaria è dunque anche in questo caso variabile.

Va ricordato che il preavviso non è previsto per i contratti a tempo determinato. In questo caso per concludere il rapporto prima della scadenza del contratto serve necessariamente un accordo tra entrambe le parti. Se il lavoratore sceglie comunque di presentare le dimissioni, in mancanza di giusta causa potrà incorrere in una sanzione di risarcimento per il datore di lavoro. Diversa la situaizone per contratti a progetto, stage o collaborazione coordinata continuativa. In questo caso le dimissioni per giusta causa hanno effetto immediato.


Cos’è e come funziona EasyPark, l’app che facilita i parcheggi

Trigliceridi: cosa sono e come tenerli sotto controllo