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Esiste davvero un ponte che viene distrutto e ricostruito ogni anno: dove si trova e perché accade

Peru, Ponte di Corda Q'eswachaka

Avete mai sentito parlare del ponte che viene distrutto e ricostruito ogni anno? E’ uno dei più belli del mondo: ecco dove si trova.

In una zona remota del globo, in uno dei Paesi più particolari al mondo, sorge un ponte che viene distrutto e ricostruito ogni anno. Non a caso, il Time Out l’ha inserito nella classifica dei ponti più belli del pianeta. Scopriamo dove si trova e perché la popolazione gli dedica una ‘manutenzione’ così meticolosa.

Ponte che viene distrutto e ricostruito ogni anno: dove si trova

Per noi italiani è impensabile, visto che costruzioni di questo tipo possono richiedere anche decenni di lavoro, ma esiste davvero un ponte che viene distrutto e ricostruito ogni anno. Si chiama Ponte di corda Q’eswachaka e secondo il Time Out è uno dei ponti più belli del mondo. Si trova in una zona remota della provincia di Canas, nel dipartimento di Cusco, in Perù.

Lungo 28 metri e sospeso a 30 metri d’altezza sul fiume Apurímac, è stato costruito per la prima volta tra il XV e il XVI secolo dagli Incas, insieme ad altri ponti. Lo scopo, ovviamente, era quello di collegare la città di Cusco al resto dell’impero. A oggi, però, questo è l’unico esistente, ancora visitabile e percorribile, nonché legato a uno specifico rituale per la costruzione.

Il suo nome spiega bene com’è fatto: le parole quechua “Q’eswa” e “Chaka” si traducono rispettivamente con “treccia” e “ponte”. Si tratta, infatti, di un ponte di corde di ichu intrecciate, un’erba selvatica che cresce nelle Ande.

Il rituale del Ponte di corda Q’eswachaka

Il Ponte di corda Q’eswachaka viene distrutto e ricostruito ogni anno seguendo un rituale ben preciso, molto importante per la popolazione locale. Viene considerato un simbolo di identità, di resistenza contro il tempo e i cambiamenti, di conservazione delle proprie radici.

La distruzione e la successiva ricostruzione avviene nella seconda domenica di giugno, ma i lavori si protraggono per quattro giorni. Gli uomini hanno il compito di abbattere e rimettere in piedi il ponte, mentre le donne sono addette all’intreccio delle corde e non possono attraversare la passerella fino a quando non è finita.

Le comunità locali, Huinchiri, Chaupibanda, Ccollana e Quehue, collaborano e festeggiano in onore degli Inca e della Madre Terra (Pachamama) per quattro giorni. Nel 2009, l’Istituto Nazionale di Cultura ha riconosciuto il rituale di rinnovamento del ponte come Patrimonio Culturale della Nazione e l’UNESCO, nel 2013, lo ha dichiarato Patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

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ultimo aggiornamento: 10 Marzo 2026 11:09

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