Parler va offline: ecco cos’è l’app dei fan di Trump, messa al bando dai server di Amazon, Apple e Google dopo il ban del tycoon dai social network.

C’era una volta Parler, l’app dei conservatori e dell’estrema destra americana utilizzata da migliaia di fan e sostenitori di Donald Trump. C’era, ma adesso non c’è più. Un altro duro colpo è stato inferto all’ormai ex presidente degli Stati Uniti. Dopo la cancellazione forzata dai principali social network, Facebook, Instagram e Twitter, i server di Amazon, Google e Apple hanno deciso di mettere al bando anche Parler, diventato nelle utlime ore il principale punto d’incontro per i fan del tycoon.

Parler offline: la decisione di Amazon

La scelta drastica è stata presa da Amazon dopo aver trovato 98 post di incoraggiamento alla violenza sulla rete social di Parler. Già negli scorsi giorni il colosso di Jeff Bezos, insieme a Google, aveva avvertito l’azienda che avrebbe perso l’accesso ai suoi server se non avesse moderato i propri utenti.

Donald Trump
Donald Trump

Nonostante gli avvertimenti, nulla era cambiato negli ultimi giorni e, dopo i fatti di Capitol Hill e dell’insurrezione a Washington per opera dei trumpiani, Amazon ha preso la decisione di bandire Parler dai server, seguito a ruota da Google e Apple. L’applicazione risulta disattivata dalla mezzanotte statunitense dell’11 gennaio.

Parler: cos’è l’app utilizzata dai fan di Trump

In seguito all’oscuramento dai social di Zuckerberg e la cancellazione del profilo Twitter di Donald Trump, nonostante i suoi 89 milioni di follower, la rabbia dei sostenitori del tycoon si era riversata su Parler, applicazione che ha dato voce dal 2018 a oggi a cospirazionisti, estremisti di destra e fanatici dell’imprenditore americano. Con 12 milioni di utenti in tutto il mondo, tra cui il nostro Matteo Salvini e ben 8 milioni di persone negli Stati Uniti, Parler era diventata una sorta di sfogatoio, diventato ancora più evidente dopo i fatti violenti di inizio 2021.

Tuttavia, la società che detiene il possesso della piattaforma non ci sta, e denuncia l’oscuramento. Spiega John Matze, ad di Parler, come riportato da Repubblica: “Questo è un attacco coordinato da parte dei giganti della tecnologia per annientare la concorrenza sul mercato. Abbiamo avuto troppo successo troppo velocemente. Tutti i fornitori, dai servizi di messaggio di testo ai provider di posta elettronica, ai nostri avvocati, ci hanno abbandonato lo stesso giorno“. Matze assicura che stanno provando in tutti i modi di tornare online, ma i problemi non mancano.


Saturimetro gratis in farmacia: ecco chi può richiederlo

Rivoluzione per le pagine Facebook: addio ai Mi piace, resta solo il tasto Segui