Dati, percezioni e soluzioni per chi non riesce a smettere di fumare.

Una recente ricerca condotta dall’Istituto Superiore di Sanità testimonierebbe come nei mesi di lockdown siano diminuiti i fumatori di sigaretta tradizionale in favore di un importante aumento di coloro che, invece, hanno scelto di passare ai prodotti di nuova generazione come le e-cig e i riscaldatori di tabacco

A confermare il trend è poi intervenuto l’annuale Osservatorio myblu®, il marchio internazionale di sigarette elettroniche distribuito da Imperial Tobacco Italia, che ha rilevato come oltre un terzo (35%) dei fumatori di prodotti di nuova generazione abbia scelto questo tipo di dispositivi negli ultimi mesi.

Ma qual è la causa dell’aumento degli svapatori nell’ultimo periodo?

Fumare sigaretta elettronica

Negli ultimi mesi tutti abbiamo cominciato a fare più attenzione ai nostri stili di vita. Durante il lockdown è aumentata la ricerca da parte dei fumatori di prodotti potenzialmente meno dannosi per gli altri, dimostrando attenzione nei confronti dei propri familiari e, perché no, meno fastidiosi in termini di cattivi odori.

Per questo motivo, molti tra gli utilizzatori di sigarette tradizionali hanno scelto di passare al vaping, con l’obiettivo di smettere di fumare o ridurre il numero di sigarette, passando ad abitudini potenzialmente meno dannose per sé stessi e per gli altri. Nello specifico, gli utilizzatori di sigaretta elettronica prima della pandemia erano l’8,1% della popolazione italiana, con una percentuale che, durante il lockdown è salita ad oltre il 9,1%.

Sicuramente il periodo di chiusura all’interno delle proprie case ha anche fatto in modo che lo shopping online passasse da alternativa a necessità, permettendo alle persone di acquistare comodamente prodotti direttamente da casa e favorendo prodotti accessibili tramite e-commerce come, a differenza dei prodotti tradizionali del tabacco, le sigarette elettroniche.

Uno dei principali elementi di novità emersi nell’Osservatorio myblu rispetto allo scorso anno è rappresentato dall’aumento di 9 punti percentuali, nel semestre ottobre 2019-marzo 2020, dei vapers cosiddetti “esclusivisti”: sono infatti un terzo (33%) coloro che fanno un uso esclusivo della sigaretta elettronica, non accompagnato cioè da prodotti a base di tabacco, con o senza combustione.

A conferma di questi numeri, le dichiarazioni degli intervistati sulle loro motivazioni e su un progressivo cambio di mentalità tra i fumatori: di coloro che hanno adottato sigarette elettroniche come myblu®, circa il 61% ritiene che siano meno dannose per la salute rispetto alle tradizionali, il 72% le considera uno strumento utile a diminuire, ridurre o abbandonare il fumo, il 55% dichiara di averle scelte in ottica di tutela e attenzione nei confronti di chi non fuma e di preoccupazione per i rischi derivanti dal fumo passivo.

Quanto contano le caratteristiche del prodotto?

Come abbiamo visto i consumatori adulti sono ormai sempre più attenti e consapevoli dei danni legati al fumo. Coloro che vogliono dare un taglio a questa abitudine oggi possono trovare nei prodotti che rilasciano nicotina senza combustione un efficace mezzo per ridurre potenzialmente i danni causati dalle sostanze tossiche altrimenti generate.

Un ruolo molto importante in questa transizione è giocato, oltre che dalla gestualità e dalla ritualità, dalla presenza di aromi che, andando incontro ai gusti e alle necessità dei fumatori adulti, permettono di mantenere un legame con l’aroma del tabacco o, al contrario, di spaziare e individuare il gusto che più si addice loro, allontanando il rischio di un ritorno al fumo tradizionale.

Su questo punto è intervenuto Enrico Ziino, Head Of Corporate Affairs – South-East Europe di Imperial Brands, che in Italia distribuisce la sigaretta elettronica myblu:“Comprendiamo molto bene che chi si occupa di salute pubblica voglia tutelare milioni di non fumatori attraverso politiche contro il tabagismo, ma in Italia ci sono ancora circa 11 milioni di adulti che fumano e molti di loro non vogliono o non riescono a smettere. Per questa fascia di consumatori il vaping, e questa ricerca lo conferma, può rappresentare una possibilità per ridurre i danni causati dalle sostanze tossiche generate dalla combustione delle sigarette tradizionali rispondendo ad un’altra esigenza: la soddisfazione data da una gestualità ‘familiare’ e dalla possibilità di scegliere gli aromi che più rispondono ai gusti di ciascuno”.

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