Lorella Cuccarini: “Se mio figlio fosse gay…”

Lorella Cuccarini ha concesso un’intervista al portale Gay.it, parlando di famiglia e di tematiche “arcobaleno”…

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Lorella Cuccarini dopo Nemicamatissima torna a far parlare di sè. La showgirl ha concesso un’intervista al portale arcobaleno Gay.it, discutendo di tematiche LGBT. La conduttrice di Fantastico ha dichiarato (contro le aspettative di qualcuno) che se i suoi figli fossero gay, non farebbe alcuna differenza.

“Non cambierebbe nulla; la sessualità non può incidere sugli affetti e sulle persone”.

La Cuccarini in passato aveva esternato su Twitter alcune dichiarazioni contro l’utero in affitto. Aveva infatti affermato di essere favorevole alle unioni civili ma di non essere d’accordo sui figli “da comprare“.

Lorella nell’intervista ha spiegato queste sue parole

“Hanno provato a farmi passare per quella che non sono. Non ho mai litigato con nessuno: ho semplicemente esposto il mio punto di vista, soprattutto riguardo l’utero in affitto. Sono una donna libera ed esprimo quello in cui credo, assumendomene anche tutte le responsabilità. Penso sia giusto che il pubblico mi conosca per quello che sono e non per quel che vorrebbero io fossi. [..]

Posso aver espresso un punto di vista non condivisibile da parte di alcuni, ma questo non vuol dire che tutto il mondo gay sia contro di me. Al contrario, sperimento ogni giorno la bellezza dei rapporti nelle loro diversità. Io valuto le persone nella loro integrità e non in base alle proprie preferenze”.

Tornando quindi sui figli gay, per la Cuccarini non cambierebbe nulla, ma non muterebbe nemmeno la sua opinione sull’utero in affitto:

“Non muterebbero nemmeno le mie opinioni. Non penso che un amore, senza la possibilità di generare figli, sia da considerare un amore di serie B.

Una vita per la danza

La Cuccarini a Domenica In aveva anche parlato dell’importanza che la danza ha avuto nella sua vita, salvandola:

Una volta si viveva molto per strada. Probabilmente, se non ci fosse stata la palestra, quel sudore, quella voglia, quel sogno che avevo, su quella strada potevo fare una brutta fine come altri miei coetanei“.