Tutto l’eros del Kamasutra in India diventa scultura

Per scoprire il Kamastra andate in India a visitare i templi sacri di Khajuraho: sulle facciate sono esposte sculture che esaltano il sesso

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Quando si parla di Kamasutra, ci si riferisce all’opera di origine indiana di riferimento per gli appassionati dei bei libri e dell’amore!

Quello che non tutti sanno è che l’eros diventa scultura in pietra in un luogo sacro simbolo dell’induismo: unico e irripetibile nel campo dell’architettura religiosa indiana, l’imponente complesso di Khajuraho oggi conserva solo 22 templi degli 85 originari. Quanto basta però per rendere il piccolo villaggio del Madhya Pradesh, nella parte centrosettentrionale del territorio, una delle mete più visitate ogni anno dai turisti che approdano nel Subcontinente.

Il Kamasutra dei templi sacri

Erette tra il 950 e il 1050, all’epoca della dinastia Chandela e oggi Patrimonio dell’Umanità Unesco, queste icone di una maestria artistica eccellente e di una imprevedibile spiritualità sensuale, elegante e provocante, appaiono come masse slanciate di guglie culminanti in una serie di fregi e sculture dal sapore altamente erotico e non solo.

Ad alternarsi in narrazioni di vita quotidiana, sono le divinità, i guerrieri e i musicisti, gli animali reali e mitologici, ma soprattutto le donne e le coppie di amanti. Le prime, raffigurate in veste di “Aspara”, ovvero le fanciulle del cielo, che posano come modelle davanti alla macchina fotografica.

PI_KHAJURAHO
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Ospitato in un grande parco di quasi 13 chilometri quadrati e ravvivato dal colore viola intenso delle bouganville, Khajuraho si conferma ancora oggi come una delle più interessanti espressioni dell’arte e dell’architettura dell’India medievale. Sebbene il perché della sua esistenza resti ancora incerto, nel tempo sono state avanzate diverse ipotesi: c’è chi ha pensato che abbia avuto uno scopo didattico rispetto all’educazione sessuale dei giovani, frequentatori dei templi.

Le sculture

A partire da Konarak, a est, nello stato di Orissa, dove si trova il Grande Tempio del dio Sole, Surya. Ricco di sculture e bassorilievi, il complesso ha la forma di un carro trainato da sette cavalli su 12 paia di ruote. L’entrata è guardata da due leoni, scolpiti nell’atto di abbattere un elefante da guerra. Tutto intorno al perimetro si trovano motivi geometrici e floreali, oltre a statue rappresentanti figure umane, divine e semi-divine in pose che accendono il desiderio.

Spostandosi verso sud, nell’odierno Karnataka, i luoghi sacri dell’Impero Hoysala, relativamente piccoli rispetto alle altre costruzioni indiane, sono unici nel loro genere, con l’insolita forma della pianta a stella. Nell’antico centro di Belur, il tempio di Chennakesava, costruito nel 1116, a prima vista non sembra possedere elementi legati alla sensualità, ma in realtà, a guardar bene, ai lati dell’entrata principale si trovano eleganti figure femminili, ammalianti danzatrici e sinuose musicanti.