Parla un’impiegata torinese di 37 anni che sarebbe stata licenziata via mail al settimo mese di gravidanza.

Una vicenda spiacevole quella che si è verificata a Torino che accende i riflettori su un problema troppo spesso trascurato. La vittima un’impiegata nel settore vendite di 37 anni, Agnese, che è stata licenziata dai suoi datori di lavoro perché incinta.

Terza dose Vaccino, a chi spetta prima e quanto dura.

Il suo caso è emblematico per tutte quelle donne discriminate perché vogliono avere figli, oppure costrette a decidere tra lavoro e famiglia. Agnese racconta la sua drammatica storia per denunciare questi comportamenti.

Questo il messaggio che Agnese Peru ha trovato sulla sua casella di posta:

“Buongiorno Agnese, spero di trovarti bene. Ti scrivo per comunicarti che, data l’incertezza di mercato che ancora persiste per la situazione sanitaria ed economica, il tuo contratto in scadenza il 31/10/2021 non verrà rinnovato.”

Un fatto gravissimo che purtroppo si ripete sempre più spesso. La storia di Agnese ha fatto emergere molti altri casi in Italia. Sono tante le donne licenziate perché in dolce attesa, Agnese ha ricevuto messaggi di solidarietà e supporto da tutto il territorio nazionale.

La sua storia è rimbalzata sulle testate dei principali quotidiani e nei talk show televisivi. Agnese racconta la sua storia, il suo sconcerto e denuncia questa situazione. Una vicenda che stupisce e indigna e ci porta, ancora una volta, a riflettere sul concetto di pari opportunità nel nostro Paese.

Agnese ha denunciato anche per amore della sua bambina, la piccola Greta, che nascerà tra un paio di mesi. E’ giusto che la piccola nasca in un mondo migliore, dove le donne siano libere di non dover scegliere tra famiglia e carriera. Un mondo giusto in cui ogni donna incinta sia tutelata, anche in ambito lavorativo.

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Ultimo aggiornamento: 26-10-2021


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