Sono andata a Montecatini, una città che sin dall’antichità ha legato il suo nome al benessere e alla cura di sé, per visitare il salone di Vallìa, uno dei parrucchieri più innovativi d’Italia

Mi ha accolta Daniele Valiani che, mentre mi raccontava che sta per festeggiare i vent’anni di attività in proprio, mi ha fatto accomodare su una delle sue comode poltrone girevoli.

Figlio del presidente di un’accademia per parrucchieri, Daniele è cresciuto facendo la gavetta con i maestri della vecchia guardia. Ha imparato guardando dei veri e propri artisti fare tagli perfetti, acconciature meravigliose e, soprattutto, mantenere sempre la massima concentrazione per prendersi cura di ogni cliente.

Tra il profumo del dopobarba e il piccante odore della lacca dei concorsi di acconciatura, ha introiettato tutta la disciplina e l’attenzione necessarie per esercitare la nobile arte del parrucchiere. Questo ha comportato anche nottate di allenamento per rendere ogni testa impeccabile con il terrore di aver lasciato un pelo fuori posto o di aver esagerato con una sfumatura. Raggiunto l’apice della professione, però, si è accorto di trovarsi davanti a un cambio di paradigma epocale.

A volerlo spiegare con un esempio dal mondo dell’arte possiamo immaginare di trovarci nel momento in cui, dopo secoli nei quali la bravura di un pittore è stata valutata in base alla sua capacità di riprodurre fedelmente la realtà (qualcuno ricorderà la bella barba di Gustave Courbet), sono comparsi artisti come Paul Klee o Vasilij Kandinskij. Ed è cambiato tutto! Non è stato più possibile guardare un quadro nello stesso modo. Creando un nuovo linguaggio e facendo una rivoluzione dei colori questi “giovani maestri” hanno segnato un passaggio d’epoca e, nel giro di qualche anno, quelli che un tempo venivano considerati capolavori sono sembrati vecchi di secoli. 

Nell’arte della cura dei capelli oggi vediamo qualcosa di simile: l’epoca degli acconciatori è ormai alle nostre spalle o, nelle parole di Daniele: “Il parrucchierismo è morto!”.

La clientela non si accontenta più di un taglio preciso, di un’acconciatura perfetta ma sempre uguale. Ognuno di noi cambia da un giorno all’altro, modifica le proprie abitudini, i propri gusti, o magari si sente semplicemente di un umore diverso dal solito. Perché pensiamo che per le nostre clienti non valga lo stesso? Perché le prime parole che dicono molti parrucchieri sono ancora “Oggi che taglio facciamo? Il solito?”.

È per questo che Daniele si è trasformato in un vero e proprio “consulente di bellezza”. Un artista con la sensibilità e l’attenzione necessarie per cogliere le mutevoli esigenze della persona che si mette nelle sue mani, ma allo stesso tempo un professionista che, anche grazie a un uso sapiente della tecnologia, è in grado di rigenerare completamente l’immagine della donna, fornendo una consulenza personalizzata, un servizio “tailor made”, cucito su misura.

Al centro dell’idea di cura del capello di Vallìa c’è proprio la donna, intesa come persona a tutto tondo, individuo unico e irripetibile al servizio del quale Daniele mette a disposizione tutto il suo arsenale di competenze. Perché per fare questo mestiere non basta più avere una buona mano con le forbici. Innanzi tutto bisogna andare oltre il capello, servono conoscenze tricologiche per valutare lo stato di salute della cute, a maggior ragione in un momento in cui il 90% delle donne ha problemi cutanei. E poi bisogna conoscere a menadito la colorimetria applicata per prevedere gli effetti prodotti da ogni colore, e armocromia per abbinare l’incarnato di ogni donna al colore che vi si sposa meglio.

Ma il lavoro del consulente di bellezza non finisce nel salone, Daniele fornisce consigli e prodotti per conservare il risultato del suo lavoro. “Lavare uno dei miei colori con un sapone da supermercato equivale a lavare un abito di seta di Chanel con la candeggina!”.

Cresciuto in accademia, Daniele non ha mai smesso di formarsi, e formare a sua volta altri parrucchieri. Grazie a queste conoscenze e a una passione per la tecnologia si è specializzato nella nicchia della rigenerazione dei capelli, un segmento di mercato per pochi, ma che risponde a un bisogno diffuso. Più del 70% delle donne ha i capelli destrutturati. Una vera e propria emergenza che, durante la pandemia, si è aggravata ulteriormente. La maggior parte delle persone che ha avuto il Covid, infatti, lamenta un’intensa perdita dei capelli, e i trattamenti di Daniele sono in grado di aiutarli.

Guardando a quest’ultimo esempio è evidente che il ruolo del parrucchiere contemporaneo vada ben oltre la semplice messa a punto dei capelli. La capacità di ognuno di guardarsi nello specchio e di riconoscersi come persona bella ha importanti ricadute sociali e identitarie che, in un momento in cui molti si trovano spaesati, assumono una rilevanza ancora maggiore. La consulenza di bellezza è dunque un viaggio che si fa insieme, una serie di decisioni condivise che ha come traguardo lo stupore e la gioia di chi trova davanti alla bellezza. E il coinvolgimento emotivo del consulente, mi confessa Daniele, spesso è inevitabile.

Seguendo il suo principio guida “La tecnologia deve essere messa al servizio del benessere e della felicità delle persone, e mai viceversa”, Vallìa sta sviluppando un nuovo sistema di infoltimento non chirurgico per uomini e donne che soffrono di problemi di calvizie, alopecia e problematiche simili. Si chiamerà La Crinique, una “clinica” di altissimo livello che si espanderà rapidamente in una rete di franchising che servirà a “Dare a tanti professionisti l’occasione di fornire una soluzione high tech nei loro saloni, sfruttando il nostro know how ma senza sobbarcarsi l’investimento dell’apertura di un nuovo locale”.

Alla fine, prima di salutarci, Daniele si alza dalla sua poltrona e guarda con soddisfazione il suo salone, un sovrano che scruta il suo regno. “La verità è che ogni volta che vedo un sorriso allargarsi sul viso di una cliente, ogni volta che dopo essersi specchiate col loro nuovo taglio mi ringraziano… la verità è che sento di fare il lavoro più bello del mondo, perché rendo felici le persone.”

Usciamo dal salone high tech di Vallìa e ci ritroviamo in strada a Montecatini, non possiamo fare a meno di pensare che presto sentiremo parlare di Daniele anche al di fuori di questa magnifica cittadina.


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