Global Tax: cos’è e come funziona la tassazione voluta dai paesi del G7 per equilibrare il gettito fiscale sui guadagni delle grandi multinazionali.

Il potere economico raggiunto dalle grandi multinazionali di settori come la tecnologia e il digitale potrebbe essere attenuato (non certo frenato) da una nuova manovra ‘correttiva’ voluta dai paesi del G7 attraverso la creazione della Global Tax. In un incontro a Londra i ministri dell’Economia hanno trovato un accordo per creare una tassa che possa essere equivalente in tutti i principali paesi al mondo e che vada a colpire solo i profitti dei colossi dell’economia nei singoli paesi. Ma cos’è questa tassa e come funziona nel dettaglio?

Global Tax: cos’è

Come riferito dalle principali testate, la Global Tax per il momento non è un atto vincolante, ma un’intesa di massima che dovrebbe permettere alle grandi multinazionali di tutto il mondo di corrispondere una tassazione fissa nei paesi in cui generano profitti. Si parla di una percentuale del 15% sui propri guadagni, percentuale che può salire al 20% nel caso in cui gli utili dovessero superare il 10% dei profitti. Una somma molto importante, che garantirebbe ai paesi del G7 un gettito fiscale di circa 50 miliardi di euro all’anno. Di questi, oltre 2 miliardi e mezzo dovrebbero arrivare in Italia.

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Ma quali saranno le aziende che saranno toccate da questo tipo di tassazione? Al momento, in riferimento alle soglie discusse dai ministri dell’Economia al G7, dovrebbero rientrare circa un centinaio di aziende in tutto il mondo. Tra queste anche Facebook, Google (che tra l’altro sembrerebbe intenzionato ad aprire anche store fisici) e Amazon.

Global Tax: quando entra in vigore

Rispetto alle tassazioni fin qui create in tutto il mondo, la grande novità della Global Tax è che non verrà collegata alla sede fiscale di queste multinazionali, spesso spostate appositamente in determinati ‘paradisi fiscali’, ma agli effettivi paesi in cui le varie aziende creano utili.

Quando diverrà effettiva questa nuova tassazione? Al momento è difficile stabilire né se verrà attuata, né quando. Quel che è certo è che si tratta però di un primo passo definito come storico da tutti, anche in Italia. Nel nostro paese è già presente una digital tax sui profitti delle multinazionali, ma l’entrata in vigore della global tax andrebbe a sostituire questo tributo. Spiegano in un comunicato gli stessi partecipanti al vertice del G7: “Ci impegniamo a raggiungere una soluzione equa sull’assegnazione dei diritti di imposizione. Provvederemo a un adeguato coordinamento tra l’applicazione delle nuove norme fiscali internazionali e l’eliminazione di tutte le tasse sui servizi digitali, e altre pertinenti misure simili, su tutte le società”.


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