Francesco Totti si lascia andare a una confessione da brividi durante la presentazione del suo libro “Oltre” al Teatro Brancaccio.
Mentre Noemi Bocchi incassa “frecciatine” a Ballando con le Stelle 2026, Francesco Totti torna a far parlare di sé per una confessione da brividi. L’ex capitano della Roma, in occasione della presentazione del suo libro “Oltre“, ha deciso di aprire il suo cuore davanti a oltre 1500 spettatori riuniti al Teatro Brancaccio. Un appuntamento durante il quale ha ripercorso uno dei momenti più dolorosi della sua vita.

I presenti alla presentazione del libro “Oltre”
Gli anni successivi al ritiro di Francesco Totti sono al centro del libro Oltre, scritto con Alessandro Alciato e pubblicato da Cairo Editore. Tra le persone presenti al Teatro Brancaccio non potevano mancare la compagna Noemi Bocchi, i figli e alcuni amici storici, tra cui Vincent Candela e Max Biagi.
Nel corso dell’incontro, l’ex capitano della Roma ha rivolto un pensiero anche a Sinisa Mihajlovic, ricordandolo come “una persona fantastica” e sottolineando come il loro rapporto “andava oltre il campo“.
“In questi 50 anni ho dato e ho ricevuto tanto amore, soprattutto dalla famiglia, dai figli e dal popolo – ha aggiunto -. C’è stato un dare e avere semplice, bello, trasparente. Penso che questo sia, per me, la cosa più importante“.
La confessione da brividi di Francesco Totti
Dietro i successi, i traguardi raggiunti e l’affetto di milioni di tifosi si nasconde anche una ferita che Francesco Totti sembra non aver ancora dimenticato. A distanza di nove anni dal suo ritiro, l’ex numero 10 giallorosso è tornato a parlare di quel momento che ha segnato profondamente la sua esistenza.
“Il 28 maggio sono morto sotto un certo punto di vista perché è stato un addio forzato, che io non volevo e non sentivo“, ha dichiarato durante la presentazione del suo libro Oltre.
“Sapevo che ci sarebbe dovuta essere una fine, ma in quel caso è stato doloroso e diverso da come l’avevo pensato io – ha concluso -. Alla fine penso che sia la normalità del calcio perché quando servi servi sempre, mentre quando non servi non servi più. Sono stato l’ultimo a sapere del mio ritiro, ma ho accettato la decisione della dirigenza e avevo paura di voltare pagina perché non sapevo cosa avrei voluto e trovato“.