L’effetto Matilda, anche se il nome può apparire simpatico, non indica nulla di divertente. Vediamo cos’è e quali sono i casi più eclatanti.

Che cos’è l’effetto Matilda? Il termine è stato coniato negli anni Novanta e indica una certa forma di denigrazione nei confronti delle donne in favore degli uomini. Vediamo in cosa consiste e quali sono i casi più eclatanti della storia.

Che cos’è l’effetto Matilda?

Con effetto Matilda si definisce la negazione o la minimizzazione dei risultati scientifici conseguiti dalle donne. Non solo, nella maggior parte dei casi, questi vengono addirittura attribuiti a colleghi uomini. Ovviamente, il motivo di questa scelta denigratoria non è da ricollegare alla scarsa qualità scientifica dei lavori, ma a motivi di genere.

E’ stata la storica Margaret W. Rossiter a creare, negli anni Novanta, la definizione, al fine di descrivere il lavoro mal conosciuto di molte ricercatrici. Il nome Matilda viene da Matilda Joslyn Gage, attivista americana famosa per le sue battaglie in favore dei diritti delle donne. E’ stata proprio lei la prima, nel XIX secolo, ad osservare il fenomeno.

Sono molti gli esempi di effetto Matilda. Il primo, senza ombra di dubbio, è quello della scienziata italiana Trotula de Ruggiero. E’ stata lei, nel XII secolo, a scrivere importanti opere di medicina. Peccato che le stesse, dopo la sua morte, siano state attribuite a colleghi uomini.

Effetto Matilda: un modus operandi ancora in vigore

La scienziata Trotula de Ruggiero è solo una delle tante donne della storia ad essere stata declassata in favore dei maschietti. Un altro caso eclatante è quello di Nettie Stevens, la prima studiosa a osservare e a descrivere le differenze nei cromosomi dei gameti, correlandoli con le differenze di sesso. Ovviamente, il suo lavoro è stato attribuito ad altri. In tempi più ‘recenti’, precisamente nel 1974, l’astrofisica britannica Susan Jocelyn Bell ha visto assegnare il Nobel per la costruzione di un radiotelescopio per lo studio dei quasar solo al suo collaboratore e collega Antony Hewish. Peccato che alla scoperta avessero lavorato insieme.

Anche se l’effetto Matilda si può dire superato, c’è da sottolineare che la disparità tra uomini e donne, specialmente in ambito lavorativo, è ancora in ‘vigore’. Che dire della clausola ‘maternità’ che il gentil sesso vede quasi sempre comparire nei contratti di lavoro? Della retribuzione diversa tra sessi opposti con le stesse mansioni, invece, ne vogliamo parlare? Purtroppo, cambia il contesto, ma la disparità di genere no.


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