Un nuovo modo per non lasciare che donne e ragazze si sentano insicure durante il tragitto verso casa. È questa l’idea che fa nascere il progetto “Donnexstrada”.

“Vogliamo tornare a casa senza essere ammazzate. Abbiamo pensato di fare qualcosa”, così si presenta la pagina di Instagram @donnexstrada, nata dalla mente della psicologa romana 26enne Laura De Dilectis.
La pagina, creata nel marzo 2021, conta già più di 81mila followers e ha uno scopo ben preciso: non lasciare da sole le donne nel percorso verso casa se non ritengono di essere al sicuro. Basterà contattare la pagina per far partire una diretta su Instagram ed essere accompagnate fino a casa virtualmente contando numerosi testimoni pronti ad intervenire in caso di pericolo.

Donnexstrada: come nasce l’idea antiviolenza sulle donne per strada

Sono sempre più numerose le denunce di molestie verbali, stalking, femminicidi e violenze nei confronti delle donne nel nostro Paese. Negli ultimi mesi si è dedicata una particolare attenzione anche al catcalling, l’espressione di cosiddetti “apprezzamenti” poco gradevoli ed inopportuni verso le donne da parte di sconosciuti. Questo fenomeno può portare, nei casi più gravi, anche ad aggressioni e stupri, per questo non è da sottovalutare.

Dopo il tragico episodio di Sarah Everard, la giovane 33enne uccisa a Londra mentre tornava a casa, Laura De Dilectis ha deciso di dare via ad un nuovo progetto. Lo scopo è quello di consentire alle donne di spostarsi senza paura e senza temere conseguenze durante i tragitti che ritengono più esposti a pericoli.

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Ragazza utilizza lo smartphone tornando a casa di notte
Ragazza utilizza lo smartphone tornando a casa di notte

“Si tratta di una modalità che abbassa la probabilità di approcci indesiderati e qualora avvenissero di poter avere più testimon* dell’accaduto e agire prontamente chiamando i numeri di emergenza.” si legge sul profilo Twitter ufficiale del progetto. Camminare per strada senza timore dev’essere un diritto per ogni donna e Donnexstrada si propone di prevenire qualsiasi potenziale rischio. “Non vogliamo essere coraggiose, vogliamo essere libere” è il principale motto della campagna.

Il manifesto di Donnexstrada per la libertà di poter camminare sicure – Instagram.

Come funziona l’iniziativa Donnexstrada

Quando una donna (o qualsiasi persona) non si sentirà al sicuro ritornando a casa, potrà inviare un messaggio diretto su Instagram alla pagina di Donnexstrada. A questo punto, una delle volontarie appartenenti al team, disponibili giorno e notte a qualsiasi ora, farà partire una videochiamata in diretta su Instagram per accompagnare chi ha richiesto aiuto.

“Rispetto alla chiamata con l’amica, il fidanzato o il parente, la videochiamata funziona meglio. Sapere che si è in qualche modo visti e inquadrati agisce come forma di intimidazione per il potenziale aggressore. E poi la diretta pubblica (la si può scegliere in alternativa a quella privata) può avere anche 1000 potenziali testimoni e questo ha un impatto significativo dal punto di vista legale”, racconta la fondatrice intervistata da Upday.

Sulla pagina e sui diversi canali social, poi, vengono spiegate nel dettaglio le modalità di funzionamento del progetto.

Come funziona Donnexstrada – Twitter.

Donnexstrada: le diverse iniziative

Il servizio offre anche un supporto psicologico e di psicoterapia con professionisti del settore, per garantire uno spazio sicuro in cui affrontare temi come empowerment femminile, violenza di genere e femminismo.

Donnexstrada è una realtà in continua crescita e i progetti futuri sono numerosissimi.
Uno degli obiettivi prefissati nel breve periodo è quello di istituire dei cosiddetti “punti viola“. Si tratterebbe di bar, farmacie, ristoranti, o qualsiasi tipo di attività aperta vicino le zone di maggior “movida” notturna a cui rivolgersi immediatamente in caso di pericolo. In questi punti particolari lungo le strade, le ragazze possono sentirsi al sicuro e al riparo in caso di emergenza.

La fondatrice terrà anche dei seminari di formazione per le persone interessate. “Mi sembra evidente che ci sia molta confusione fra le persone su cosa fare e come farlo in caso di violenza o aggressione. Ho pensato di creare dei seminari per le persone per risolvere questo problema, con espert* del settore. In questo modo, sensibilizzando e investendo sulla formazione, si possono informare le persone in modo chiaro.”

Sarà di vitale importanza anche la futura partecipazione delle istituzioni perché si possa garantire una maggiore sicurezza nei luoghi pubblici e diffondere sempre più una cultura del rispetto.
“Tutto parte dall’educazione e una società può essere definita civile ed emancipata solo se rispetta l’altro e assicura libertà a tutti” conclude Laura nella sua intervista a Vanity Fair.


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