Empatia: la definizione e il significato psicologico di una carattetistica tipica di molte persone particolarmente sensibili.

Hai mai sentito parlare di empatia? Probabilmente sì, in più occasioni. Ma ti sei mai chiesto cosa sia davvero? Secondo la definizione più comune, si tratta della capacità di mettersi nei panni di un’altra persona, comprendendola nelle sue scelte, azioni ed emozioni. Saper vivere l’esperienza di un altro senza però farci travolgere dal momento, e rimanendo lucidi per poter dare un consiglio o un aiuto concreto. Una caratteristica tipica delle persone più sensibili. Tuttavia, sintetizzare il concetto di empatia solo con queste poche righe è riduttivo. Scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere su questa qualità.

Cos’è l’empatia: significato e definizione

In psicologia, la definizione di empatia è la seguente: si tratta della capacità di porsi in maniera immediata nello stato d’animo o nella situazione di un’altra persona, con nessuna o scarsa partecipazione emotiva. Ed è proprio questo il punto più importante che distingue le persone empatiche da chi effettivamente sta vivendo una determinata situazione. Proprio grazie a questo ‘distacco’ dalle emozioni più profonde, infatti, un empatico potrà essere in grado di dare un conforto, ad esempio, a chi sta vivendo una profonda tristezza, senza lasciarlo andare alla disperazione.

Mani Aiutare
Mani Aiutare

A far confondere molte persone è l’utilizzo del concetto di empatia nella critica d’arte e nella pubblicità. In questo caso, per empatia si intende la capacità di coinvolgere emotivamente il fruitore con un messaggio in cui possa immedesimarsi. Empatica è dunque un’opera che ispira emozioni.

Varie tipologie di empatia

Abbiamo visto cosa vuol dire empatia, ma a questo punto è giusto distinguere tra le varie tipologia di empatia esistente. Questa capacità può essere positiva, quando un empatico è capace di partecipare alla gioia degli altri, o negativa, quando non riesce invece a condividere la gioia a causa di alcune esperienze negative vissute in passato.

Ma non sono queste le uniche due tipologie create dagli studi di psicologia e sociologia. Spesso si parla infatti anche di empatia interculturale, un concetto in cui rientrano quella comportamentale (che ci permette di capire i comportamenti di una cultura diversa), quella emozionale (che ci rende partecipi delle emozioni vissute dagli altri), quella relazionale (che ci permette di comprendere la mappa delle relazioni di un soggetto) e quella cognitiva (che si lega alla comprensione delle credenze, dei valori e delle ideologie di una determinata cultura).

Si può insegnare ad essere empatici?

L’empatia è una caratteristica innata, che si può sviluppare fin da bambini a contatto con i propri genitori o nel rapporto con gli insegnanti e i compagni di classe. Esistono in tal senso persone estremamente sensibili che provano empatia in modo spontaneo, molto più di altre. Ma esistono anche persone meno sensibili alle quali potrebbe essere possibile insegnare l’empatia.

Per farlo, la psicologia lavora molto sulla comprensione di se stessi. Per potersi immedesimare negli altri bisogna infatti imparare a riconoscere le proprie emozioni, spesso sottovalutate o messe a tacere. Individuare e riconoscere ciò che proviamo può aiutarci a gestire le situazioni che possono capitare nella vita, e questo diventa fondamentale per la crescita personale e per la comunicazione con gli altri. In alternativa, anche la lettura può essere un modo per esercitare la propria impatia ed imparare a provarla mettendosi nei panni di qualcun altro.

Di seguito un filmato che aiuta a comprendere cosa sia davvero l’empatia e quale sia la differenza rispetto al compatimento:

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ultimo aggiornamento: 18-09-2021


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