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Tutto su Simona Atzori: ballerina, pittrice, scrittrice e performer nata senza braccia

Simona Atzori si esibisce prima del tentativo di Andrea Loreni di battere il Guinness World Record

Simona Atzori: biografia, carriera e curiosità sull’eclettica artista, apprezzata come ballerina, pittrice, scrittrice e performer.

Simona Atzori incarna un potente esempio di come è possibile trasformare le sfide in opportunità creative ed umane. L’artista è di fatto divenuta un modello di grande ispirazione per gli altri, attraverso la sua arte, la sua presenza scenica e messaggi di positività. Conosciamola meglio.

Simona Atzori: infanzia e formazione artistica

Nata a Milano il 18 giugno 1974 – sotto il segno dei Gemelli – da genitori di origini sarde, Simona Atzori è venuta al mondo senza braccia a causa di una malformazione congenita. Una menomazione che ha trasformato in unicità artistica, imparando fin da bambina ad usare i piedi con straordinaria abilità, concentrandosi su pittura e danza.

Da piccola era una sognatrice piena di energia, si è descritta infatti come una piccola Pollyanna. Attorno ai 4 anni, si è avvicinata alla pittura come autodidatta. Nel 1983, a 9 anni, è entrata a far parte della VDMFK (Associazione mondiale di artisti che dipingono con bocca o piedi). Nel 2001, ha conseguito la laurea in Arti Visuali presso la University of Western Ontario in Canada.

Come pittrice è riuscita a farsi conoscere anche fuori dai confini nazionali, i suoi dipinti sono esposti in gallerie di tutto il mondo: Svizzera, Austria, Portogallo, Cina e altre. Dal 2008 ha avuto modo di esporre una mostra permanente a London, in Ontario (Canada). La sua arte è arrivata fino in Vaticano: ha donato a Papa Giovanni Paolo II un ritratto da lei realizzato. Ma Simona Atzori ha incontrato anche Papa Francesco e gli ha regalato un quadro (4 ottobre 2014).

Carriera nella danza, attività motivazionale, libri ed impegno sociale

Simona Atzori ha coltivato anche la passione per la danza sin da piccola. iniziando a danzare a 6 anni, per poi perfezionarsi al meglio, tanto da arrivare ad esibirsi in contesti prestigiosi e simbolici. Un impegno ed un talento accreditato nel 2000 dal titolo di Ambasciatrice per la Danza del Grande Giubileo, che le ha concesso la possibilità di ballare in una chiesa.

A suo nome, si è istituito nel 2002 un premio d’arte, assegnato negli anni a grandi nomi della danza, come Carla Fracci Roberto Bolle.

Nel 2003, ha poi partecipato al Pescara Dance Festival su coreografia di Paolo Lando, accanto all’étoile Marco Pierin. Mentre nel 2006 ha danzato nella cerimonia di apertura delle Paralimpiadi invernali di Torino.

Simona ha ballato anche al Festival di Sanremo ed in numerosi altri eventi internazionali. Ma l’artista è nota inoltre per il suo atteggiamento positivo e vitale, che l’ha portata a lavorare come formatrice conducendo incontri motivazionali per studenti ed aziende, trasmettendo messaggi di resilienza e focalizzazione sulle possibilità piuttosto che sui limiti.

Nel 2011, ha dato alle stampe il libro “Cosa ti manca per essere felice?“, di cui nel 2026 è uscita un’edizione aggiornata. Si tratta del racconto della sua storia dal 2012 al 2026, con condivisione di cosa ha imparato nell’arco di questi anni, tra evoluzioni personali e difficoltà superate. Tra le sue pubblicazioni anche: “Dopo di te” (2014) e “La strada nuova” (2018).

Nel 2005 la sua storia è stata inclusa nel libro di Candido CannavòE li chiamano disabili”, che ha come foto di copertina una sua foto mentre danza. Impegnata in diversi progetti umanitari, tra cui iniziative educative in Kenya con la Fondazione Fontana, Simona ha trasformato la sua vita non solo in arte ma anche in attivismo sociale.

Vita privata di Simona Atzori

Non si conoscono dettagli su tale aspetto: in passato ha parlato di un compagno/ex compagno e di una relazione importante, ma negli anni non ha condiviso informazioni aggiornate sulla sua sfera privata, preferendo la discrezione.

Dove vive?

È residente a Gerenzano, in provincia di Varese, come riportato da fonti biografiche, ha comunque mantenuto legami forti con la Sardegna, per via dell’origine dei genitori, e con un luogo speciale vicino a Cagliari.

Curiosità su Simona Atzori

“Il limite fisico non è in me, ma nel modo in cui mi sento guardata” – ha dichiarato in vari contesti l’artista affrontando il tema dei pregiudizi. Più volte ha poi ribadito che sia necessario mettere la persona prima della disabilità. “Gli altri vedono ciò che manca, io vedo ciò che ho: due piedi e un sorriso” – ha sottolineato più volte l’artista.

– Simona ha ribadito di prediligere l’espressione “persona con disabilità” (prima la persona). Ma ha osservato che, pur con progressi nel linguaggio e nell’inclusione, anche grazie allo sport, c’è ancora molta strada da fare a livello culturale.

– Come simbolo di resilienza ed autenticità, Simona ha dimostrato con la sua storia ed i suoi talenti che è possibile “risposarsi tante volte con la vita”, non arrendendosi mai, ma scegliendo di andare avanti. La sua visione della felicità è legato ad un concetto solido e consapevole: “La felicità è un viaggio, non il punto d’arrivo”.

– La danzatrice ha rivelato che per lei la danza rappresenta libertà, ed ogni esibizione è irripetibile: “Ogni volta sul palco è come la prima, l’unica e l’ultima”. Simona ha associato infatti diverse emozioni alle arti con sui si esprime: danza = libertà, scrittura = introspezione, pittura = profondità.

– Il suo Instagram raccoglie contenuti che riflettono la sua vita ed il suo lavoro artistico-motivazionale, in linea con quanto recita la bio: “Dipingo, danzo, racconto la mia storia. Pittura Danza Motivazione Scrittura”. Il suo sito personale offre una panoramica sulla sua storia, i sui suoi lavori artistici e progetti. Una vetrina dal tono personale, positivo ed autentico, coerente con il suo stile su Instagram.

Domenico Iannacone ha dedicato una puntata del programma di Rai3, “Che ci faccio qui” a Simona Atzori. La puntata del 7 luglio 2026, dal titolo “La forma perfetta”, ha esplorato il tema del corpo, della perfezione e dello sguardo degli altri sulla disabilità. Attraverso la storia di Simona, il programma si è interrogato su cosa significhi davvero una forma perfetta di un corpo. Inoltre si è indagato su come lo sguardo possa trasformare un’apparente mancanza in possibilità, bellezza e libertà.

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ultimo aggiornamento: 10 Luglio 2026 12:06

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