Antonella Delfino Pesce, scopriamo di più sulla criminologa che ha contribuito nel 2021 alla riapertura delle indagini sull’omicidio di Nada Cella.
Il nome della criminologa e genetista Antonella Pesce Delfino è divenuto molto mediatico, dopo che ha avuto un ruolo fondamentale nella riapertura e nella risoluzione dell’omicidio della 25enne Nada Cella, avvenuto il 6 maggio 1996 a Chiavari. Approfondiamo la sua conoscenza.
Chi è Antonella Pesce Delfino: biografia e carriera
Nata a Bari (compie gli anni il 16 marzo, è quindi del segno dei Pesci) e cresciuta in una zona di campagna vicino alla città, Antonella Delfino Pesce ha seguito un percorso di studi atipico: dopo essersi laureata in Medicina Veterinaria, presso l’Università di Bari, ha proseguito gli studi accademici con una laurea in Psicologia (Scienze e Tecniche Psicologiche). In seguito, ha conseguito un Master in Criminologia e Scienze Psicoforensi all’Università di Genova.
Il suo profilo professionale connotato da un’ampia conoscenza in ambito scientifico, si è arricchito attraverso una solida esperienza in biologia molecolare (sia umana che veterinaria) e genetica forense.
Proprio mentre era impegnata con il suo master è entrata in contatto con il caso di Nada Cella e della sua famiglia, in attesa di giustizia a distanza di vent’anni. Un giornalista le consigliò di occuparsi del caso per la tesi del master in criminologia. Così, nel 2018, ha approfondito le indagini sull’omicidio di Nada Cella.
La sua carriera professionale, l’ha vista nelle vesti di responsabile di un laboratorio di ricerca di Biologia Molecolare e di esperta di Genetica Forense, a cui ha affiancato la vita accademica. Infatti è diventata docente presso l’Università Bona Sforza SSML di Bari e stretto collaborazioni con l’Università Aldo Moro di Bari. bonasforza.it
Si è costruita poi grande notorietà come consulente per famiglie di vittime di cold case. Un lavoro che l’ha portata ad occuparsi di analisi di fascicoli giudiziari, ricostruzione di scene del crimine, interviste sul campo e individuazione di nuovi elementi probatori.
Casi principali seguiti dalla criminologa barese
Il suo primo caso è stato proprio il cold case su Nada Cella (Chiavari, 1996), durante il lavoro con la tesi di master, un lavoro certosino caratterizzato dalla rilettura di una mole di atti dimenticati, che le hanno permesso di rintracciare piste investigative mai battute. Nell’approfondire le indagini, ha individuato piste non percorse in precedenza, risalendo al profilo di Anna Lucia Cecere.
Infatti ha esaminato un elemento, mai considerato prima nelle indagini: un bottone trovato sotto il corpo della vita uguale a quelli conservati in casa della Cecere.
Nell’attenta ricostruzione del caso, la Delfino Pesce ha conosciuto Silvana Smaniotto, mamma di Nada Cella, con la quale ha stretto un rapporto umano. Grazie alla sua rilettura dei vecchi atti ed al lavoro del legale della famiglia, l’avv. Sabrina Franzone, il caso è stato riaperto nel 2021, portando alla condanna di Anna Lucia Cecere nel 2026, la quale ha agito per gelosia, rancore, invidia sociale e futili motivi.
Anna Lucia Cecere, all’epoca ragazza madre, era gelosa di Nada sia sul piano professionale che sentimentale: voleva prendere il posto di Nada come segretaria nello studio di Soracco ed era invaghita di Marco Soracco (il commercialista) vedendo in Nada una rivale.
Antonella Pesce Delfino ha contribuito anche alla riapertura di altri casi, tra cui quelli di Montanari, Corigliano e ha collaborato alle indagini su Denise Pipitone, scomparsa nel nulla nel settembre del 2004, a Mazara del Vallo. La criminologa ha reso noto di aver individuato un testimone lucido ed affidabile, che non è stato mai ascoltato in oltre vent’anni di indagine.
Inoltre, la criminologa ha redatto una relazione per opporsi all’archiviazione nel caso Giordano (omicidio del 1999).
La vita privata di Antonella Pesce Delfino
Non ci sono informazioni pubbliche dettagliate su un eventuale matrimonio o figli. Nelle interviste e nei profili disponibili non emergono riferimenti al suo stato civile oppure ad una famiglia propria.
Dove vive e lavora?
Antonella Pesce Delfino vive a Bari, dimostrando un profondo legame con il capoluogo pugliese, e lavora presso l’Università Aldo Moro e l’Università Bona Sforza.
Curiosità su Antonella Pesce Delfino
– È nota per il suo approccio metodico e rigoroso, la tenacia e l’abitudine di incontrare di persona i soggetti coinvolti. Il suo lavoro sull’omicidio di Nada Cella ha rappresentato un successo investigativo, ma anche un messaggio di speranza le famiglie in attesa da anni di giustizia per i loro cari.
– Dopo la sentenza sul delitto di Chiavari, Antonella Delfino Pesce ha commentato: “Spero che questa storia dia fiducia a tutte le famiglie che credono ancora nello Stato”.
– La sua presenza sui social si rileva su Facebook con un profilo personale poco dinamico con post di natura principalmente professionale e foto che documentano la sua passione per l’equitazione ed i cavalli. Invece il suo Linkedin approfondisce la sua traiettoria professionale da funzionario scientifico nel mondo accademico e da criminologa/genetista.
– Antonella Pesce Delfino ha rilasciato interviste ed ospitate a podcast e trasmissioni TV, soprattutto dopo la riapertura e la risoluzione del caso Nada Cella. È diventata una figura molto richiesta soprattutto su Rai e Sky, partecipando a trasmissioni quali: “Unomattina”, “Quarto Grado”, “Un avvertimento prima di iniziare”, ed altre.