Marina Conte è la madre di Marco Vannini, il giovane ucciso a casa della sua fidanzata, Martina Ciontoli, nel 2015. Da quell’inferno iniziato a Ladispoli lei non si è più fermata, chiedendo a gran voce giustizia.

Occhiali e sguardo dolce, un dolore palpabile e la forza di un uragano: così Marina Conte, madre di Marco Vannini, ha attraversato pagine e pagine di cronache dopo la morte del suo unico figlio, imponendosi all’attenzione dei media come donna coraggio. Mai sete di vendetta ma solo ricerca di verità e giustizia nelle sue parole, nel drammatico percorso di un’esistenza distrutta dopo quel 18 maggio 2015 che ha cambiato per sempre la sua vita e quella del marito, Valerio Vannini.

Chi è Marina Conte, madre di Marco Vannini

Marina Conte è la madre coraggio che tutta Italia ha imparato a conoscere sullo sfondo del dramma di Marco Vannini, il suo unico figlio ucciso a Ladispoli nel 2015.

Sposata con Valerio Vannini, con lui ha cresciuto Marco a Cerveteri, in provincia di Roma, dove entrambi hanno sempre vissuto e lavorato. Dopo il dramma che ha devastato la loro famiglia, insieme hanno intrapreso una battaglia per dare giustizia al suo ragazzo.

Marina Conte e Valerio Vannini

Marina Conte e Valerio Vannini hanno formato la loro famiglia a Cerveteri, in provincia di Roma, e dalla loro unione è nato Marco. Il loro rapporto è sempre stato profondo e insieme, genitori a cui è stato strappato l’unico e amatissimo figlio, hanno attraversato la tempesta giudiziaria che ha portato alla condanna della famiglia Ciontoli per la morte del ragazzo.

Si sono sempre tenuti per mano durante la difficile strada per la verità, mostrando a milioni di italiani forza e determinazione, ma anche gentilezza e dignità nonostante il devastante orrore vissuto.

Marina Conte, chi era il figlio Marco Vannini

Marco Vannini lavorava come bagnino e sognava la divisa di carabiniere. Un progetto, questo, che aveva scelto di portare avanti sostenuto dalla famiglia e che, il 18 maggio 2015, si è drammaticamente spezzato sotto un colpo di pistola.

A sparare, secondo i gradi di giudizio che hanno condotto la famiglia della sua fidanzata, Martina Ciontoli, fino all’appello bis del 2020, è stato Antonio Ciontoli, suocero del 20enne.

Il 1° ottobre 2020, i giudici della seconda sezione della Corte d’Assise d’appello di Roma hanno emesso sentenza a carico dell’uomo, ex sottufficiale di Marina distaccato ai Servizi segreti, e della famiglia. Per lui 14 anni di carcere, 9 anni e 4 mesi alla moglie, Maria Pezzillo, e ai due figli Martina e Federico Ciontoli.

Al capofamiglia è stato riconosciuto il reato di omicidio volontario con dolo eventuale, per gli altri imputati quello di concorso anomalo in omicidio volontario.

Per ricordare Marco Vannini e cercare di ricomporre il quadro dei fatti che hanno condotto alla sua morte, Marina Conte ha scelto di scrivere un libro, intitolato Mio figlio Marco, insieme al giornalista Mauro Valentini.

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ultimo aggiornamento: 04-10-2020


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