Chi era Dodi Al-Fayed, morto con Lady Diana sotto il tunnel dell'Alma

Dodi Al-Fayed: dagli allori alla notte più buia con Lady D

C’è una notte che lega Francia e Regno Unito sotto il segno di una delle pagine più buie di Casa Windsor. È la notte in cui morì anche Dodi Al-Fayed.

Il nome di Dodi Al-Fayed è legato al destino di Diana Spencer, intriso d’amore e di sangue. Lui era con lei in quell’ultimo viaggio, il 31 agosto 1997, finito tra le lamiere contorte di un’auto sotto il tunnel parigino dell’Alma. Fu il suo compagno – per molti non l’ultimo, come vedremo più avanti – custode delle gioie della principessa triste e consegnato alle cronache come vittima di un fatale incidente stradale. Ma molte, ancora, sono le domande su quella folle notte, a partire da quelle sollevate dal padre del rampollo egiziano, Mohamed Al-Fayed, da sempre convinto di un complotto dietro il drammatico schianto.

Chi era Dodi Al-Fayed?

Emad El-Din Mohamed Abdel Moneim Fayed è il nome esatto di Dodi Al-Fayed, nato ad Alessandria d’Egitto, sotto il segno dell’Ariete, il 15 aprile 1955. La sua morte è legata a una delle pagine più sinistre e controverse della Gran Bretagna: la fine di Lady D.

Era il 1997, in una Parigi che quella sera del 31 agosto respirava profumi di passione e scoop dietro la coppia che stava facendo impazzire il gossip. L’auto su cui viaggiavano si schiantò contro un pilone del tunnel di Pont de L’Alma, sigillando (per sempre?) verità e menzogne dietro la fine dell’ex moglie del principe Carlo.

Chi era Dodi? Sostanzialmente uomo-ombra di suo padre, il magnate Mohamed Al-Fayed – titolare di un impero sorto nel cuore dei magazzini di lusso Harrods – con una carriera di imprenditore e produttore. Sua madre, Samira Kashoggi, era morta 11 anni prima di lui, nel 1986.

Cinema e discografia tra i suoi interessi, coltivati dopo gli studi in Svizzera e alla Royal Military Academy Sandhurst. In seno al colosso di famiglia, Dodi Al-Fayed si occupava del settore marketing, ma la sua fama non fu mai legata a meriti professionali particolarmente significativi.

È stato produttore esecutivo di Momenti di gloria, Breaking Glass e consulente creativo della serie tv F/X, oltre che di Hook – Capitan Uncino e The Scarlet Letter

Dodi Al-Fayed
Fonte foto: https://www.instagram.com/princessdiana_art/

Dodi Al-Fayed e Diana

La celebrità di Dodi Al-Fayed è dovuta principalmente alla sua love story con Lady Diana, che nell’ultima estate della loro vita fece impazzire i paparazzi di tutto il mondo. La principessa triste aveva accettato il suo invito per una vacanza a bordo del suo yacht da favola, insieme ai figli William e Harry.

Ma, secondo chi le stava accanto da tempo, il suo cuore apparteneva a Hasnat Khan, cardiochirurgo pakistano che avrebbe voluto far ingelosire (per spingerlo a ufficializzare il loro amore) proprio ‘sfruttando’ il clamore di una presunta relazione con il rampollo egiziano (che, secondo questa lettura scettica, sarebbe semplicemente parte di una messinscena e non avrebbe mai avuto alcun legame sentimentale con la Spencer).

La storia tra Diana e Khan finì nel giugno 1997 per volere di lei, secondo quanto lui stesso raccontò dopo la tragedia del 31 agosto. Poco dopo, l’avvio della frequentazione con Al-Fayed e l’epilogo funesto.

Lady D lo aveva raggiunto nella sua villa in Francia, dove vissero gli ultimi atti di quello che i tabloid chiamavano ‘un grande amore’: il castello St. Therese a Saint-Tropez. La residenza fu venduta per circa 93 milioni di euro poco dopo i fatti dell’Alma.

La morte di Dodi Al-Fayed e Lady Diana

Il padre di Dodi Al-Fayed ha sempre sostenuto che tra i due ci fosse un profondo sentimento. A suo dire, il figlio e principessa furono vittime di un complotto, uccisi in una trappola ordita dai servizi segreti e dalla Royal Family inglese. Il motivo? La loro relazione, che Regina e company avrebbero vissuto come scandalosa.

Dodi, musulmano lontano anni luce dai rigidi protocolli di corte, secondo suo padre era prossimo a sposare Diana Spencer, madre del futuro re d’Inghilterra. Un vero affronto alla stabilità dei Windsor, esacerbato dalla presunta gravidanza della principessa che, secondo il magnate egiziano, aspettava un figlio proprio da Dodi.

La crociera nel Mediterraneo, che vide la coppia approdare anche in Sardegna, fu seguita con un interesse morboso dalla stampa mondiale, tanto da indurre Dodi a virare per una soluzione più riservata: l’appartamento extra lusso di Parigi.

Le ultime immagini dei due risalgono al 30 agosto 1997, in uscita dall’hotel Ritz della capitale francese, di proprietà della sua famiglia, e diretti verso l’ultimo viaggio che poi sarebbe finito in un mare di sangue e interrogativi.

Il pressing dei paparazzi costringeva la coppia, secondo una delle letture successive all’incidente, a correre sempre più forte incontro alla morte per scampare all’insidioso seguito dei flash.

Ma per Mohamed Al-Fayed fu cospirazione. La principessa del Galles fu davvero uccisa, trascinando nella mortale trama anche il figlio del magnate egiziano? Ci sono ancora troppi dubbi, dettagli dal sapore sinistro e misterioso che fanno da supporto a questo scenario.

  • L’autista Hanry Paul: secondo le carte francesi guidava l’auto in stato di ebrezza, ma i campioni di sangue sono svaniti nel nulla.
  • Nessuna delle 10 telecamere che insistono lungo il tragitto dal Ritz all’Alma era in funzione. Quelle sotto il tunnel avrebbero smesso di funzionare un’ora prima dell’impatto.
  • Sulla scena nessuna interdizione al pubblico e ai curiosi, accorsi a decine per immortalare gli ultimi istanti di vita di Diana. Questo ha contribuito a inquinare il teatro dell’incidente senza isolare eventuali elementi di interesse investigativo.
  • Diana fu trasferita al Salpetriere, ospedale a 25 minuti dal luogo dello schianto, non a quello più vicino che dista soltanto 1 km. Questo nonostante l’evidenza di traumi da trattare immediatamente.
  • Il corpo di Diana sarebbe stato imbalsamato appena 2 ore dopo il decesso, senza autorizzazione dei familiari.
  • Un’auto avrebbe speronato la Mercedes di Dodi e Diana: si tratterebbe di una Fiat 1 bianca, i cui residui di vernice sarebbero stati effettivamente rilevati sul veicolo. Alla guida il fotografo James Anderson, morto in circostanze misteriose (il caso fu archiviato come suicidio ma nessuna pistola era presente sulla scena in cui fu rinvenuto cadavere, con un colpo d’arma da fuoco alla tempia).
  • L’unico ad avere la cintura di sicurezza allacciata era il bodyguard di Diana, il cui conto in banca sarebbe lievitato misteriosamente dopo essere sopravvissuto al dramma.

La tomba di Dodi Al-Fayed

La tomba di Dodi Al-Fayed si trova nel giardino della villa di famiglia a Oxted, nella contea inglese del Surrey. Si tratta dell’ultima dimora per il figlio del magnate, che ha voluto traslare la salma dal cimitero privato di Brookwood per sentirlo più vicino a sé.

È stato proprio suo padre a far predisporre la definitiva sepoltura, destinando appositamente un’ampia area verde della sua casa al suo erede morto prematuramente.

Nei sotterranei d Harrods fu eretta una statua in bronzo raffigurante la coppia e intitolata ‘Vittime innocenti‘, poi rimossa dai magazzini londinesi e restituita alla famiglia Al-Fayed in seguito alla conclusione della titolarità di quell’impero (Al-Fayed vendette Harrods nel 2010). Presente anche un altare commemorativo, che vede le foto di Diana e Dodi intrecciarsi in un simbolico legame che tende all’infinito.

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Excuse me, where is the Diana memorial?

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Fonte foto: https://www.instagram.com/princessdiana_art/

ultimo aggiornamento: 31-08-2019

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