Chi è Alda Merini?

Poetessa dei navigli e sopravvissuta all’inferno degli ospedali psichiatrici, Alda Merini è celebrata nel doodle del primo giorno di primavera, nell’anniversario della sua nascita.

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Chi è Alda Merini? Conosciuta soprattutto per la sua sofferta produzione poetica e per la sua difficile storia personale, Alda Merini è una delle grandi voci femminili della poesia contemporanea, celebrata negli ultimi anni della sua vita con numerosi premi e diverse nomination al Nobel per la letteratura.

L’orrore della guerra e dell’ospedale psichiatrico

Nata nel 1931 a Milano da una famiglia modesta, vive un’infanzia tranquilla fino alla devastante esperienza della guerra mondiale, che distruggerà la sua casa e che sarà probabilmente alla radice del malessere che di cui la Merini soffrirà negli anni successivi. Nel 1947 viene ricoverata per la prima volta a causa di quelle che lei chiama “le prime ombre della mia mente” e che saranno le avvisaglie del disturbo bipolare che la accompagneranno per sempre. Pubblica nel 1950, grazie allo sprone di Giacinto Spagnoletti, le sue prime poesie a cui seguiranno a pochi anni di distanza altre due poesie nel volume antologico “Poetesse del Novecento”.
Sposa nel 1953 Ettore Carniti, proprietario di diverse panetterie e sindacalista. Dal difficile e spesso violento rapporto con lui nacquero le prime due figlie, allontanate dalla madre quando la Merini fu ricoverata nuovamente – e stavolta quasi ininterrottamente dal 1962 al 1972 – all’ospedale psichiatrico Paolo Pini di Milano. Durante le sue sporadiche visite in famiglia concepisce le due figlie minori.

Chi è Alda Merini? La pazza della porta accanto

Uscita dal manicomio la Merini inizia un difficile e faticosissimo recupero della propria vita. Solo nel 1979 riprenderà a scrivere, ma i suoi testi si faranno intensi e drammatici, testimonianze della sua terribile esperienza da internata. La morte del primo marito la libera da un legame difficile e spesso soltanto dannoso: sposa nel 1983 il poeta Michele Pierri e si trasferisce a Taranto con lui. I testi di questo periodo confluiranno nei volumi “Terra Santa” del 1984 e “La gazza ladra” dell’anno successivo. A Taranto scrive anche il primo libro in prosa “Diario di una diversa” e viene nuovamente rinchiusa in manicomio dopo la morte del secondo marito.
Tornata finalmente a Milano, nell’amata e disordinata casa sui Navigli, troverà finalmente la serenità a lungo cercata e riprende a pieno ritmo l’attività letteraria a cui si accosta anche quella musicale e teatrale. Nel 1995 scrive “La pazza della porta accanto”, altro libro in prosa formato da annotazioni prive di date, aforismi e brevi racconti d’amore da cui si possono ricavare moltissimi spunti autobiografici per ricostruire la vita della poetessa, a cui le figlie hanno dedicato un bellissimo sito ricco di testimonianza autobiografiche: www.aldamerini.it