Che cos’è il blue whale, il gioco del suicidio diffuso sui social

Sui social si sta diffondendo un pericoloso gioco del suicidio, detto blue whale. Vediamo nei dettagli di cosa si tratta.

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Sicuramente avrete sentito parlare sui social del blue whale, un pericoloso gioco del suicidio che ha provocato la morte di centinaia di bambini e adolescenti, di età compresa tra i 9 e i 16 anni.

Anche Matteo Viviani di “Le Iene” si è occupato di questo fenomeno, recandosi in Russia per realizzare un servizio al riguardo. È in questo paese, infatti, che c’è stato il numero maggiore di suicidi (157 nell’ultimo anno), anche perché è da qui che tutto è partito. Vediamo meglio di cosa si tratta e cosa spinge i ragazzi a “giocare” al blue whale.

Blue whale, il gioco del suicidio: che cos’è

gioco del suicidio

Questo gioco del suicidio deve il suo nome “blue whale” alle balene azzurre, che hanno l’abitudine di suicidarsi arenandosi sulla spiaggia. Proprio come le balene, i ragazzi che partecipano a questo folle gioco si suicidano dopo aver accettato cinquanta sfide, sempre più estreme, che li spingono alla depressione. La sfida finale è appunto il suicidio, che deve essere ripreso dagli amici con il cellulare, per lasciare una testimonianza. La regola fondamentale è non dire assolutamente nulla ai genitori.

Il gioco impone ai ragazzi di tagliarsi braccia e gambe più volte, ascoltare musica psichedelica, guardare video horror, incidersi una balena sulla mano e, infine, lanciarsi da un palazzo alto. L’ideatore è uno studente russo di 22 anni, che fortunatamente la polizia ha già arrestato. Al momento dell’arresto, non si è dichiarato pentito, anzi, ha detto di averlo fatto per “purificare la società” da coloro che erano troppo deboli e facilmente manipolabili. Dopo la Russia, anche in Francia e Inghilterra ci sono stati numerosi casi e desta sospetti il suicidio di un ragazzino italiano di Livorno, che si è lanciato nel vuoto. Speriamo che ora, con l’arresto del responsabile di tutto ciò, questa folle moda scompaia.