Carlo Conti, reduce dal Coronavirus, ha raccontato la sua esperienza con la malattia da cui è finalmente guarito.

Carlo Conti ha vissuto mesi difficili: dopo la diagnosi di positività al Coronavirus e il ricovero in ospedale, il conduttore ha potuto finalmente tirare un sospiro di sollievo per sé e per la sua famiglia. Pur non avendo compreso come avrebbe fatto a contagiarsi, il conduttore è finalmente guarito e sua moglie e suo figlio sarebbero fortunatamente risultati sempre negativi ai tamponi. Il celebre conduttore ha rivelato a Oggi che i medici sarebbero riuscito a curare in tempo la sua malattia prima che peggiorasse:

“Ero preoccupato soprattutto per mia moglie e mio figlio. Quando ho saputo che il loro tampone era negativo, è iniziato il sollievo. Non ho mai sentito un vero pericolo, il virus stava per attaccare i polmoni, ma i medici lo hanno fermato in tempo”, ha confessato.

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Carlo Conti
Carlo Conti

Carlo Conti e l’esperienza col Coronavirus

A ottobre Carlo Conti ha dichiarato via social di essere risultato positivo a Covid-19 e proprio a causa della malattia è stato costretto a sospendere il suo appuntamento con Tale e Quale Show.

Dopo un breve ricovero in ospedale, il conduttore ha potuto fare finalmente ritorno a casa dove ha rispettato un periodo di rigido isolamento. Sua moglie Francesca e suo figlio Matteo gli sono sempre stati accanto (pur restando a debita distanza) e fortunatamente sono risultati negativi a tutti i tamponi. Il conduttore, che è finalmente tornato a poter vivere la vita di sempre, ha dichiarato che trascorrerà il Natale con loro e i suoi suoceri: “Festeggeremo in cinque (…) . I miei purtroppo non ci sono più. Di solito viene una zia di Livorno a cui sono molto legato, che ci prepara il suo meraviglioso caciucco, ma quest’anno non sarà possibile”, ha confessato a Oggi.

I messaggi con Gerry Scotti

Proprio mentre Conti era ricoverato per via del Coronavirus anche il suo collega Gerry Scotti si trovava in ospedale per lo stesso motivo. I due conduttori hanno rivelato di essersi scritti ogni giorno, cercando di confortarsi come possibile.

“Ci siamo scambiati ogni giorno il nostro bollettino medico con dettagli tecnici che voi umani non potete immaginare, in quei giorni di ospedale ci mancava che ci dicessimo com’era la pastina della mensa. Le disgrazie creano un’affinità e aiutano a sviluppare un senso di fratellanza”, ha raccontato a Chi Gerry Scotti.


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