Bugie di bellezza: i falsi miti a cui bisogna smettere di credere

Alcuni falsi miti sulla bellezza si tramandano da secoli e molte donne ci credono ancora. Scopriamo insieme quali sono…

Come in ogni campo, anche in quello della bellezza circolano da anni delle false credenze, spesso così radicate da influenzare i nostri comportamenti.

Ad esempio, quante volte avete sentito dire che le macchie bianche sulle unghie sono sintomo di una carenza di calcio o che strappando un capello bianco ne spuntano sette? Queste sono solo alcune delle bugie di bellezza che ci sono state raccontate, vediamo quali sono le altre.

Bellezza: le bugie a cui non credere

  • Una delle leggende metropolitane beauty più diffuse è sicuramente quella secondo cui durante le mestruazioni non bisogna fare la tinta ai capelli, perché non colorerebbe. Ovviamente, non c’è nulla di vero!

Bugie di bellezza

  • Anche la convinzione che tagliando spesso i capelli questi cresceranno di più e più forti è sbagliata. In realtà, tagliare le punte rovinate fa sembrare subito i capelli più spessi, perché viene eliminata la parte finale che tende ad assottigliarsi con l’uso del phon e della piastra, ma il taglio non accelera in alcun modo la crescita, né aumenta lo spessore dei capelli alla radice.
  • Per quanto riguarda le macchie bianche sulle unghie, esse non sono dovute ad una carenza di calcio, come spesso si crede, ma a dei microtraumi.
  • Di recente, alcune blogger e youtuber hanno sparso la voce che la lacca per capelli sia un ottimo fissatore per il trucco, mentre il dopobarba sia perfetto come primer. Entrambe le cose sono false: la lacca non va assolutamente spruzzata sul viso, anzi, bisogna evitare il contatto con pelle e occhi, mentre il dopobarba, seppur non dannoso, non aiuta a creare una buona base trucco.
  • Falsa anche la credenza secondo cui strappando un capello bianco ne crescerebbero altri sette: il follicolo pilifero è sempre uno solo, quindi è impossibile che tirando un capello ne spuntino molti di più, qualsiasi sia il loro colore.