Bruno Vespa, il dolore della malattia raccontato senza filtri

Bruno Vespa, il dolore della malattia raccontato senza filtri

Bruno Vespa e il dolore vissuto in famiglia: il racconto pubblico della malattia che ha cambiato profondamente la sua vita.

Se da una parte ci sono le polemiche legate al programma Porta a Porta, dall’altra emergono aspetti molto privati della famiglia di Bruno Vespa che in pochi conoscevano. Tra questi c’è il difficile percorso affrontato dal figlio Federico, che anni fa ha deciso di raccontare pubblicamente la sua battaglia contro la malattia. Ecco il suo racconto a Storie Italiane.

Dramma per Bruno Vespa: il racconto della malattia all’interno della famiglia

Federico Vespa, nato nel 1979, è cresciuto in una famiglia molto conosciuta dal pubblico italiano. Da una parte il padre Bruno Vespa, storico volto del giornalismo televisivo, dall’altra una madre magistrato. Una realtà che dallìesterno poteva sembrare perfetta, ma che non lo ha protetto da un forte disagio interiore.

Nel corso della sua ospitata a Storie Italiane, ha raccontato di aver iniziato ad avvertire i primi segnali della depressione quando era ancora molto giovane. “È arrivata presto, a 19 anni. All’inizio pensi che sia una cosa passeggera, avevo dato 1-2 anni a me stesso“, ha spiegato durante l’intervista. Con il passare del tempo, però, quella sofferenza non si è attenuata.

Il figlio del conduttore di Porta a Porta ha definito la depressione “il cancro della mente“, descrivendo la sensazione di sentirsi improvvisamente distante da tutto ciò che lo circondava.

Il sostegno della famiglia Vespa

Nel suo racconto Federico Vespa ha parlato anche del peso che può avere crescere accanto a genitori molto noti. A Eleonora Daniele ha spiegato quanto fosse complicato convivere con la sensazione di essere continuamente osservato dagli altri.

Per diverso tempo ha affrontato da solo il proprio malessere, fino a quando, a 22 anni, ha deciso di confidarsi con la famiglia. Da quel momento i genitori gli sono stati accanto: “Mi hanno teso una grossa mano, soprattutto mia madre, perché sapeva che sarebbe stato un percorso lungo e complicato“, ha aggiunto.

Infine, ha concluso: “Adesso sto bene, ma ho avuto delle fasi alterne di benessere e malessere: ci ho combattuto fino a quando avevo 35 anni“.

Argomenti