Biologico e biodinamico, due tipi di agricoltura simili ma diversi: ecco quali sono le principali differenze.

Da molti anni ormai siamo abituati a fare sempre più attenzione all’agricoltura e ai metodi di produzione di ciò che portiamo a tavola. Il biologico è diventato sempre più comune nei supermercati e nelle case di tutti noi, ma c’è chi preferisce un tipo di agricoltura biodinamico, in parte simile ma anche estremamente differente. Ecco in cosa consiste e perché non è ancora accettato dalla comunità scientifica internazionale.

Cos’è il biodinamico: la definizione di questa agricoltura

L’agricoltura è una parte essenziale del nostro mondo. Ci fornisce il cibo che ci serve per sopravvivere e i materiali che usiamo per costruire e creare le cose che usiamo ogni giorno. Si tratta anche di una fonte di reddito per molte persone, ed è un’industria fondamentale. Tuttavia, può anche avere un impatto negativo sull’ambiente. Il modo in cui attualmente coltiviamo può danneggiare il nostro suolo, l’acqua e l’aria.

Agricoltura biologica
Agricoltura biologica

Per impedirlo, dobbiamo trovare nuove e più sostenibili modalità di coltivazione. Tra queste possiamo scegliere l’agricoltura biodinamica. L’approccio di questo tipo si concentra sulla salute del suolo e delle piante che crescono in esso. Utilizza tecniche di agricoltura organica e rimedi naturali per promuovere la crescita e proteggere il terreno.

Alla base di questo tipo di agricoltura innovativa, creata negli anni Venti dal filosofo austriaco Rudolf Steiner, interessato all’esoterismo, c’è la convinzione che la fattoria sia un unico essere vivente, e che per questo dipende dal benessere di ogni sua singola parte. Ogni elemento di un’azienda agricola è interconnesso con gli altri, e questo crea un forte legame anche con la stessa natura.

Caratteristiche dell’agricoltura biodinamica e differenze dal biologico

Partendo da questo presupposto, i principi del biodinamico prevedono una rotazione delle culture, l’osservazione delle fasi lunari e dei cicli planetari per scegliere le tempistiche della semina e della coltivazione, il divieto di utilizzare ogm, concimi chimici e pesticidi, l’utilizzo di compost biodinamici, ovvero preparati autoprodotti per la concimazione.

Da qui si può intuire quale sia la principale differenza con l’agricoltura biologica. Sebbene anche quest’ultima preveda il divieto di utilizzare prodotti chimici, non prende in considerazione le forze dinamiche e spirituali della fattoria, mantenendosi e concentrandosi su aspetti più scientifici. Anche per questo motivo la comunità internazionale quasi all’unanimità rifiuta ancora oggi di approvare le metodologie della biodinamica, in Italia spesso considerata alla stregua di una pratica di superstizione.

Quali sono i vantaggi del biodinamico

Vi sono molti vantaggi nel praticare l’agricoltura biodinamica. Innanzitutto, è più sostenibile rispetto alle metodologie agricole tradizionali. Non utilizza pesticidi, erbicidi e altri prodotti chimici, e ricicla anche i nutrienti nel terreno. Ciò contribuisce a mantenere il suolo sano e fertile, e riduce anche l’impatto ambientale causato dalle emissioni di inquinanti. L’agricoltura biodinamica è solitamente anche più produttiva dell’agricoltura organica e aiuta a conservare i nutrienti nel terreno.

In particolare, è proprio la qualità del suolo il punto di forza maggiore del biodinamico. Alcuni studi hanno dimostrato che il terreno coltivato in questo modo tende a non destrutturarsi e desertificarsi rapidamente, conserva carbonio organico e rende l’habitat più equilibrato ed efficiente. Un motivo in più per pensare di dargli una possibilità.

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Ultimo aggiornamento: 26-07-2022


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