Antonella Clerici e il dolore per l’attentato di Bruxelles

Antonella Clerici si trovava vicino a Bruxelles fino a pochi giorni fa e ora dopo l’attentato sfoga la sua rabbia: “Ho paura, è terribile”

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Eddy Martens, compagno di Antonella Clerici, è di nazionalità belga e sembra che fino a qualche giorno fa la famiglia si trovasse proprio vicino a Bruxelles: a poche ore dall’attentato terroristico all’aeroporto della capitale e nella metropolitana la conduttrice ha postato su Instagram una foto della bandiera belga con commento che fa riferimento a quello che è accaduto questa mattina e che ha causato molte vittime e innumerevoli feriti: #bruxelles #family #dolore#rabbia @eddy_martens”. Antonella è sconvolta da quello che è successo e dichiara: “È terribile, è la mia seconda città”.

Antonella Clerici si trovava a Bruxelles nei giorni scorsi

Antonella Clerici insieme ad Eddy Martens e la figlia Maelle sembra fossero in vacanza proprio a Bruxelles fino a qualche giorno fa, forse per recarsi con la bambina della suocera nonchè nonna della piccola, infatti il compagno è di nazionalità belga.

Sembra che la conduttrice spesso abbia affermato che il Belgio è come se fosse la sua seconda casa e ora sono tutti spaventati dall’idea di quello che sarebbe potuto accadere.

Eddy ha postato su Instagram un’immagine completamente nera in segno di lutto, sentimento che probabilmente l’ha colpito profondamente viste le sue origini e visto che anche lui è appena tornato da Bruxelles, proprio come la sua compagna.

L’unico silezioso commento è stato: “#belgium #bruxelles#maalbeek #zaventem Proud to be#belgium”

La coppia era stata avvistata nei giorni scorsi insieme all’ambasciatore italiano a Bruxelles Vincenzo Grassi per poi spostarsi a Liegi per partecipare a un altro evento pubblico.

La cosa che più forse ha sconvoltio Eddie e Antonella è il fatto che anche se sono rientrati da poco in Italia, avrebbero potuto trovarsi nel cuore della città con la figlia Maelle proprio quando si sono verificati gli attentati e questo crediamo sia il pensiero ricorrente nella mente di tutti quelli che sono riusciti a scampare all’atto terroristico.