Che cos’è l’alessitimia? Disturbo psicologico che riguarda le emozioni, scopriamo come si manifesta e qual è la cura più efficace.

L’alessitimia è un deficit della sfera psichica che riguarda la gestione delle proprie emozioni. L’individuo che la sviluppa non è in grado di identificare e descrivere i sentimenti che lo attraversano. Vediamo quali sono i sintomi e come si manifesta e cura la patologia.

Alessitima: significato

Un soggetto si definisce alessitimico quando presenta una marcata difficoltà nell’identificare e descrivere le proprie emozioni. Non solo, è anche incapace di distinguere le emozioni dalle sensazioni corporee ad esse associate. Generalmente, presenta uno stile cognitivo caratterizzato da concretezza, con riduzione della sfera immaginativa. Pertanto, quanti sviluppano questo disturbo non presentano assenza di emozioni, ma risultano carenti nell’interpretazione valutativa delle stesse. Non a caso, il termine alessitimia deriva dal greco a (mancanza), lexis (parola) e thymos (emozione), dunque mancanza di parole per esprimere il proprio stato emotivo.

Gli individui alessitimici mostrano un’attivazione normale in presenza di emozioni, ma non riescono ad organizzare, in una rappresentazione mentale organica, gli elementi che caratterizzano le proprie esperienze corporee. Inoltre, hanno difficoltà ad individuare i motivi che li spingono a provare o ad esprimere determinati sentimenti e non riescono ad interpretare in modo corretto neanche le emozioni altrui. Solitamente, la tendenza è quella di assumere comportamenti che si conformano alla media, stabilendo relazioni di forte dipendenza o completo isolamento.

donna arrabbiata
donna arrabbiata

Alessitimia: sintomi

I sintomi dell’alessitimia, oltre a quelli sopra descritti, corrispondono ad atteggiamenti, corporei e non, ben precisi. Innanzitutto, il soggetto che sviluppa questo disturbo ha una postura rigida, tende ad avere esplosioni di rabbia o di pianto e, se interrogato sui motivi di tali comportamenti, è incapace di rispondere. Tendenza tipica dell’alessitimici, inoltre, è quella di soffermarsi sugli aspetti somatici dell’attivazione emotiva, confondendoli con una malattia fisica.

Al momento, il test più affidabile per la diagnosi del disturbo è la TAS-20 (Toronto Alexithymia Scale). Si tratta di un questionario di autovalutazione formato da 20 domande, che consente di identificare la presenza delle tre caratteristiche che sono alla base del disturbo: difficoltà a identificare i sentimenti; difficoltà a descrivere i sentimenti altrui; pensiero orientato quasi esclusivamente all’esterno, e raramente verso i propri stessi processi interiori.

E’ bene sottolineare che, ad oggi, l’alessitimia non è considerato un vero e proprio disturbo, ma un deficit della funzione riflessiva del sé, che può essere presente in concomitanza di altre problematiche. Tra queste ci sono: ipertensione, dispepsia, disfunzione erettile, abuso di sostanze, spettro ansioso, depressione maggiore e disturbi alimentari (anoressia nervosa e bulimia nervosa). La terapia più indicata è la psicoterapia cognitivo comportamentale.

ultimo aggiornamento: 22-08-2021


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