Considerato uno degli attori italiani più importanti di sempre, Alberto Sordi ha pronunciato delle frasi che sono passate alla storia.

Alberto Sordi è stato uno degli attori italiani più apprezzati di sempre. Considerato uno dei grandi nomi ad aver fatto la storia del cinema nostrano, la sua scomparsa ha lasciato un grande vuoto nel cuore di quanti lo hanno amato. Non è un caso, quindi, se alcune delle sue frasi più iconiche vengono ancora oggi pronunciate da personaggi del mondo dello spettacolo e da gente comune. Per la serie: “M’hai provocato e me te magno“.

Alberto Sordi: le frasi più iconiche dell’attore romano

Le frasi celebri di Alberto Sordi sono innumerevoli. Alcune provengono dai film, mentre altre dalle sue interviste, rilasciate sia alla carta stampata che in diversi salotti televisivi. Dopo la morte, avvenuta nella sua amata Roma nel 2003, il suo nome ha continuato ad essere ricordato in tutta Italia. Quanti hanno imparato il mestiere da lui non possono dimenticarlo, ma anche i semplici fan non possono fare a meno di ripetere le sue citazioni. Di seguito, una selezione di frasi famose di Alberto Sordi:

  • La pennica è sacra: un’ora e mezza a letto ogni giorno dopo pranzo. Sto disteso e godo nel sentire i clacson in lontananza. Quelli della gente che sta in macchina, in coda, suda, si affanna. Io ridacchio fra me e me e penso: ma ‘ndo annate?
  • Io le brutte abitudini le prendo subito.
  • Il marchese del Grillo nun chiede mai sconti: paga o nun paga… e io nun te pago!
  • Roma non è una città come le altre. È un grande museo, un salotto da attraversare in punta di piedi.
  • Il grillo del marchese sempre zompa, chi zompa allegramente sempre campa.
  • Un figlio coglione è pur sempre una creatura voluta da Dio.
  • La nostra realtà è tragica solo per un quarto: il resto è comico. Si può ridere su quasi tutto.
  • Vedi, Paolino, tua madre è una grande donna, e noi dobbiamo avere per lei un grande rispetto. Ma ragiona come una donna.
  • Ho sognato che ero rimasto vedovo. Un sogno completo: morte, camera ardente, funerale. Io camminavo dietro al feretro. Mentre tutti piangevano, io ridevo. Poi, mentre calavano la bara giù, nella fossa, ho sentito come un colpetto qui dietro alla nuca. Tac! Anche abbastanza forte. Mi sono risvegliato nel mio letto: era mia moglie.
  • Che ci volete fare: io so’ io, e voi non siete un cazzo!
  • Ma che, noi italiani ve imponemo a voi forse una trasmissione in televisione de nome Valmontone, Portogruaro, Gallarate? Perché voi ce dovete rompe li cojoni con ‘sto Dallas?.
  • La ginnastica, il footing e le attività del genere sono in gran parte masochistiche, punitive della nostra istintiva passione per la spaparanzata.
  • Non c’è niente da vedere, è tutto uno schifo… Non visitate l’Italia! Statevene a casa vostra, che è meglio.
  • Ricordati che in questo mondo basta fare sì con gli occhi e no con la testa, che c’è sempre uno pronto che ti pugnala nella schiena.
  • Maccaroni! …uhm… maccaroni! Questa è robba da carettieri. Io nun mangio maccaroni, io so’ americano. (…) Puah! … Ammazza che zozzeria, ahò! … Macaroni … m’hai provocato e io te distruggo, maccaroni! I me te magno! Questo o damo ar gatto! Questo ar sorcio, co questo ce ammazzamo e cimici.

Aforismi Alberto Sordi: le parole del mostro sacro del cinema nostrano

Le frasi che Alberto Sordi ha pronunciato nel corso della sua vita sono tantissime e quasi tutte sono ancora oggi utilizzate, anche per esprimere concetti in modo incisivo.

  • Non mi sposo perché non mi piace avere della gente estranea in casa.
  • La mia comicità non è mai stata astratta, gratuita. L’ho sempre ricalcata sulla realtà del momento.
  • Nei miei film io mi limito a riflettere le inquietudini di tutti noi, il pessimismo dilagante.
  • Quanno se scherza, bisogna esse’ seri!
  • Un little precisation America. Voi americani dite sempre la parola bastardo, lo sai perché? V’o dico io. Perché c’avete una lingua molto, ma molto povera. Perché se io mi volessi abbassare a rispondere al tuo bastard, che a noi ce fa proprio ride, io ti potrei dare: del figlio di madre ignota, del rotto nel posteriore, ti potrei mandare a fare nel medesimo, potrei fare appello anche ai tuoi morti, con eventuale partecipazione de tu’ nonno in carriola, opzionale, e coinvolgere tua sorella, notoriamente incline allo smandrappo e all’uso improprio della bocca, e allargà il discorso a quel grandissimo Toro Seduto de tu’ padre, a sua volta figlio di una città di cinque lettere cantata da Omero, che tu ‘n sai manco chi era perché sei ignorante. Are you ignorant!
  • I tuoi antenati falegnami giudei hanno costruito la croce con la quale è stato ucciso nostro signore Gesù Cristo: posso esse’ ancora un po’ incazzato per questo?
  • La pernacchia involgarisce chi la fa, e non chi la riceve.
  • Gatto mammone! Mi sono accorto, sai? Fai finta de legge’ er giornale… Ah! Sei una spia, sei. Vuoi cantare? Canta i salmi! Ti devo sopprimere, ti devo! Ah! Odo dei passi… Sei stato tu gatto mammone, hai cantato! Tieh! becca ‘sto regaluccio… Io m’apposto..
  • E’ meglio che ti ci abitui da piccolo alle ingiustizie, perché da grande non ti ci abitui più!
  • Lavoratori! Lavoratori della malta! Prrrr…
  • La nostra realtà è tragica solo per un quarto: il resto è comico. Si può ridere su quasi tutto.

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Ultimo aggiornamento: 05-06-2022


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