Mahjubin Hakimi, pallavolista 18enne dell’Afghanistan, è stata decapitata dai talebani a Kabul perché hazara e perché giocava senza hijab.

La ragazza sarebbe stata assassinata a inizio ottobre, ma la notizia è arrivata solamente in questi giorni perché la famiglia temeva le ritorsioni dei talebani. Si chiamava Mahjubin Hakimi, aveva 18 anni, ed era una pallavolista della nazionale giovanile dell’Afghanistan. A denunciarlo al Persian Indipendent è stata una delle sue allenatrici, che a sua volta per ragioni di sicurezza non ha voluto rivelare il suo vero nome.

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L’arrivo del divieto di praticare sport per le donne risale a poche settimane dopo la presa di Kabul da parte dei talebani: “Non è necessario per donne fare attività sportiva, in particolare in pubblico“, aveva dichiarato il vicepresidente della Commissione culturale Ahmadullah Wasiq. Così, molte donne e sportive afghane hanno tentato di fuggire all’estero, o semplicemente di cercare di nascondersi. L’allenatrice che ha denunciato l’assassinio di Mahjubin ha sottolineato come solamente due delle giocatrici della nazionale giovanile di volley siano riuscite a scappare all’estero, mentre i tentativi di ottenere “aiuto da organizzazioni e Paesi internazionali non hanno avuto successo”.

Mauro Berruto, responsabile sport del Pd, ha commentato così l’orribile vicenda su Twitter: “Guardatela come se fosse vostra figlia: Mahjabin è stata decapitata, perché hazara e perché giocava a pallavolo senza hijab. Questo è oggi l’Afghanistan. Abbiamo persone lì che sono cadaveri ambulanti. Fermiamo questo genocidio con i corridoi umanitari o ne saremo responsabili”

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