Sigfrido Ranucci rompe il silenzio su Vittorio Sgarbi, ancora ricoverato ai Gemelli: le parole sull’inchiesta di Report.
Mentre Report si prepara a ripartire senza la sua storica conduzione, Sigfrido Ranucci torna a far parlare di sé prima del suo spettacolo “Diario di un trapezista“. Questa volta al centro delle sue parole c’è anche Vittorio Sgarbi, protagonista di una delle inchieste più controverse della trasmissione. Il giornalista ha ripercorso le conseguenze di quella vicenda a Il Resto del Carlino, soffermandosi anche sulle difficoltà affrontate dal critico d’arte, ancora ricoverato ai Gemelli.

Il suo futuro dopo l’addio a Report e il peso delle minacce
Durante l’intervista a Il Resto del Carlino, Sigfrido Ranucci ha ripercorso alcuni dei momenti più complessi della sua esperienza professionale. Il giornalista ha parlato della nuova stagione di Report, destinata a iniziare senza di lui alla conduzione.
“Continuo a fare il mio lavoro, con l’appassionato team di ‘Rai News 24’, nel rispetto dell’unico editore che riconosco alla Rai: il pubblico“, ha dichiarato. Non sono mancati, inoltre, riferimenti alle minacce e alle accuse che hanno segnato la sua carriera.
“Nel mio caso si è verificata anche una delle più grandi operazioni di ‘character assassination’ della storia, accusandomi di aver messo da solo la bomba sotto casa e di essere un riciclatore di carbon credit con Lavitola, fino a creare un audio modificato con l’intelligenza artificiale, alterando la mia voce. Oggi gli articoli sono spariti, segno evidente che fossero finalizzati alla mia rimozione da Report“, ha dichiarato.
Nonostante le difficoltà , ha ribadito di non aver mai perso la fiducia nel valore del giornalismo d’inchiesta: “Mi sono sentito solo rispetto alle istituzioni, ma la gente non mi ha mai abbandonato. Ed è proprio la responsabilità che sento nei confronti delle persone a darmi forza“.
“Mi dispiace molto per Sgarbi, un brutto colpo”
C’è un’inchiesta che, più di altre, ha avuto conseguenze importanti sulla carriera politica e sull’immagine pubblica di Vittorio Sgarbi. Si tratta dell’indagine condotta da Report su un presunto quadro rubato, una vicenda che ha avuto anche risvolti giudiziari e che ha preceduto le dimissioni del critico d’arte dall’incarico di sottosegretario.
A distanza di tempo, Sigfrido Ranucci è tornato sull’argomento durante un’intervista legata al suo spettacolo Diario di un trapezista. “Dal punto di vista umano, mi dispiace..”, ha dichiarato.
Il giornalista ha però voluto chiarire un aspetto fondamentale: a suo giudizio, non sarebbe corretto attribuire all’inchiesta di Report la responsabilità dell’intera parabola discendente del critico d’arte.
“Noi abbiamo cercato di fare il nostro lavoro e non credo che quella sia stata l’inizio della fine di Sgarbi, ma un elemento che lo ha portato prima alle dimissioni da sottosegretario. Dal punto di vista dell’immagine, è stato un brutto colpo“, ha spiegato.