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Hantavirus: quanto tempo si resta contagiosi e perché fare attenzione ai vestiti

Una cartella Hantavirus

Quanto tempo si resta contagiosi con l’Hantavirus? Gli esperti non sono tutti d’accordo nel numero di giorni, ma la quarantena è d’obbligo.

Gli esperti hanno assicurato che l’Hantavirus non causerà una nuova pandemia, ma qualche virologo, Roberto Burioni in primis, ha sottolineato che è troppo presto per cantar vittoria. Scopriamo perché, quanto tempo si resta contagiosi e perché il virus può sopravvivere pure sui vestiti.

Donna febbre letto

Hantavirus: quanto tempo si resta contagiosi

Dopo l’epidemia di Hantavirus scoppiata a bordo della nave da crociera Mv Hondius, con tanto di decessi, i riflettori si sono riaccesi sulla possibilità di una nuova pandemia. Il Covid-19 ha insegnato che fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio, tuttavia è bene conoscere, anche solo un minimo, il ‘nemico’ che potremmo trovarci davanti, dai sintomi al tempo che si resta contagiosi.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha chiarito che l’Hantavirus è più infettivo soprattutto nelle prime fasi. Questo significa che, nonostante i sintomi iniziali siano paragonabili a quelli di altre sindromi influenzali, dalla febbre ai dolori articolari, bisogna osservare la quarantena, specialmente se ci sono stati contatti con persone risultate positive.

Quasi tutti gli esperti sono concordi nell’affermare che si resta contagiosi per una quarantina di giorni, anche se alcuni come il virologo Roberto Burioni, parlano di cinquanta giorni. In ogni modo, il periodo di isolamento indicativo è 40 giorni, ma ogni ogni Paese applica protocolli diversi. In Italia, ad esempio, sono 42, mentre in Germania, Gran Bretagna, Svizzera e Grecia sono 45. Spostandosi in Australia e Francia si parla di 2/3 settimane, mentre gli Stati Uniti hanno addirittura deciso di non imporre la quarantena.

Hantavirus: perché sopravvive sui vestiti

Se l’Hantavirus è stato contratto dopo un contatto stretto e prolungato con persone positive alla malattia, i vestiti non devono preoccupare. I riflettori, però, si sono accesi anche su questo aspetto per un motivo molto semplice: il virus si trasmette dai roditori. Pertanto, se siete stati in un ambiente dove topi e ratti ‘sono di casa’ è bene prestare attenzione e attuare alcune misure preventive.

Gli abiti potrebbero essere stati contaminati da urine, feci o saliva, oppure con polveri contaminate, per cui è bene non scuoterli né spazzolarli. Questo perché l’Hantavirus può sopravvivere sui tessuti da poche ore a diversi giorni.

E’ consigliato maneggiare i vestiti con i guanti e lavarli in lavatrice con acqua calda e detersivo. Il calore elevato è fondamentale, per cui, oltre al lavaggio, devono essere esposti al sole.

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ultimo aggiornamento: 15 Maggio 2026 10:29

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