L’ex calciatore Walter Sabatini si racconta nel podcast “One More Time”: 25 giorni in coma e la vita oggi segnata dalla paura.
Mentre Eros Ramazzotti ha recentemente parlato di un problema di salute, anche Walter Sabatini ha deciso di raccontare uno dei momenti più difficili della sua vita. L’ex calciatore, oggi dirigente sportivo, si è lasciato andare a una confessione intensa nel podcast “One More Time“, tra coma, paura della morte e una quotidianità completamente cambiata.
Walter Sabatini: i 25 giorni di coma e la visione di Madre Teresa di Calcutta
Quello vissuto da Walter Sabatini non è stato un semplice ricovero, ma un vero e proprio incubo. Tutto è iniziato con una crisi respiratoria improvvisa: “Mi è venuto un attacco respiratorio… dentro l’ambulanza la dottoressa diceva ‘non ce la fa, non ce la fa’”.
Da lì il trasferimento urgente in ospedale e una lunga permanenza in terapia intensiva: “Sono stato in ospedale in terapia intensiva, 25 giorni in coma farmacologico“. Giorni che, come ha raccontato nel podcast “One More Time“, non sono stati un vuoto, ma un’esperienza intensa e destabilizzante: “Pensavo di essere morto. Vedevo Madre Teresa di Calcutta, non voleva farsi toccare“.
“Non esco più di casa, non mi sento al sicuro”
Oggi le condizioni fisiche sono migliorate, ma il vero ostacolo resta psicologico. Walter Sabatini non nasconde la difficoltà di affrontare la vita quotidiana: “Io non esco più di casa, sto anche un mese senza uscire“. Un cambiamento radicale per chi ha sempre vissuto sotto i riflettori del calcio.
Anche le situazioni più normali sono diventate pesanti: “Andare al ristorante per me è un sacrificio enorme. Non mi sento al sicuro“. Il confronto con il passato è costante e doloroso: “Il ricordo di come ero mi ferisce… oggi è una vita non mia“.
Eppure, dall’ex calciatore emerge nel podcast “One More Time“ anche una voglia di reagire: “Non posso accettare di finire una vita così grigia. Devo fare qualcosa“.