Come funziona il vaccino Moderna anti-Covid: le caratteristiche e le differenze rispetto a quello Pfizer-BioNTech. Ecco cosa bisogna sapere.

La notizia più importante delle prime settimane di gennaio 2021 è l’arrivo anche in Italia del secondo vaccino ufficiale anti-Covid: stiamo parlando del vaccino Moderna. Accettato dalla European Medicines Agency e poi dall’Agenzia italiana del farmaco, questo nuovo siero è simile a quello di Pfizer-BioNTech, ma con alcune importanti differenze in termini di dosaggio e conservazione. Ecco tutto quello che dobbiamo sapere.

Come funziona il vaccino Moderna?

Partiamo dalle basi. Il vaccino Moderna è italiano? No, nonostante il nome induca all’errore. E allora chi lo produce? Un’azienda americana, con base in Massachussetts, al primo prodotto lanciato sul mercato dopo dieci anni di ricerche (per un incasso incredibile da 13,2 miliardi di dollari in un anno). Basato sull’mRNA-1273, dai trial clinici risulta efficace al 94,1%.

Coronavirus Vaccino
Coronavirus Vaccino

Nello specifico, funziona in maniera simile, se non addirittura uguale, a quello Pfizer-BioNTech già diffuso anche in Europa e utilizzato anche in Italia, in attesa di avere il via libera per quello AstraZeneca, su cui dovrebbe basarsi la vera immunizzazione di massa nel nostro paese.

Vaccino Moderna: dosi e conservazione

Come il vaccino Pfizer, anche quello Moderna veicola alle cellule un frammento di mRNA capace di produrre una limitata quantità di proteina spike. La principale differenza rispetto al vaccino già conosciuto, sta nella conservazione. Per evitare che le molecole del filamento genetico si detiorino, infatti, i flaconi devono essere refrigerati a temperature molto basse, ma non a -70/-80 gradi. Può bastare infatti una temperatura di -25/-15 gradi per sei mesi, mentre per un mese è possibile salire anche a 2-8 gradi. Un fattore che rende la logistica molto più semplice.

Una volta iniettato il vaccino, le nostre cellule decodificano l’informazione presente nell’mRNA e iniziano a produrre la proteina Spike. Si avvia così la produzione di cloni immunoglobuline B capaci di legarsi a questo specifico antigene per stimolare la produzione di nuovi anticorpi.

E per quanto rigaurda le dosi? Nel caso del Moderna ci sarà bisogno di due iniezioni da 0,5 ml a distanza di 28 giorni l’una dall’altra. Una volta ottenuta la seconda dose, l’individuo vaccinato potrebbe non essere protetto dal Covid fino ad almeno 14 giorni dopo l’iniezione. Ogni fiala di vaccino Moderna contiene dieci dosi. Come lo Pfizer, anche questo siero non ha bisogno di essere diluito in soluzioni saline.

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ultimo aggiornamento: 13-01-2021


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