La terza dose di vaccino con il farmaco Moderna prevede un dosaggio dimezzato: scopriamo il perché e quali sono gli effetti collaterali.

La terza dose di vaccino anti Covid vede gli italiani immersi nell’ennesimo clima di confusione. Quanti, ad esempio, hanno ricevuto due dosi con Pfizer, potrebbero trovarsi a vedersi inoculare Moderna. Il farmaco, però, sarà iniettato con un dosaggio dimezzato. Cerchiamo di capire il perché e vediamo quali sono gli effetti collaterali.

Terza dose con Moderna: perché il dosaggio è dimezzato?

Dallo scorso 1 dicembre, la terza dose di vaccino anti Covid con un farmaco a mRna può essere somministrata a tutti i cittadini tra i 40 e i 60 anni che hanno completato il ciclo vaccinale primario da cinque mesi. Questa viene effettuata, indipendentemente dal vaccino precedentemente utilizzato, con Pfizer o Moderna. Nella circolare del Ministero della Salute firmata dal direttore generale Giovanni Rezza, si legge che quanti hanno effettuato il primo ciclo con AstraZeneca o Johnson&Johnson devono necessariamente cambiare serio. La cosiddetta dose booster verrà somministrata “nei dosaggi autorizzati per la stessa“. Questi corrispondono a “30 microgrammi in 0,3 millilitri per Comirnaty di Pfizer/BioNTech e 50 mcg in 0,25 ml per Spikevax di Moderna“.

Pertanto, quanti riceveranno la terza dose con Moderna avranno un dosaggio dimezzato rispetto a quello del primo ciclo vaccinale. Questo non significa assolutamente che la booster sarà meno efficace a contrastare il Covid. Gli esperti, infatti, hanno sottolineato che questa nuova inoculazione servirà a “riportare la protezione dal virus a livelli ottimali“. La malattia, quindi, continuerà a circolare ancora per un po’, ma i ricoveri e i decessi andranno via via diminuendo.

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Terza dose con anticorpi: sfatiamo una falsa credenza

Un altro dubbio che affligge gli italiani riguarda gli anticorpi. In molti, prima della terza dose, fanno un controllo per vedere se hanno abbastanza anticorpi contro il Covid ed, eventualmente, evitare la dose booster. Sergio Abrignani, immunologo membro del Cts, ha spiegato: “La misurazione degli anticorpi non è indicativa di immunità. Quindi non ha senso chiedere il dosaggio degli anticorpi per fare o meno la terza dose. L’unico caso in cui è indicato è se si è sotto terapie immunosoppressive“. Pertanto, la falsa credenza sugli anticorpi è stata sfatata. Infine, per quel che riguarda gli effetti collaterali, anche con la terza dose restano i medesimi delle precedenti: febbre e mal di testa.

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Ultimo aggiornamento: 17-01-2022


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