“Non lo conoscevamo”: così la madre dei bimbi morti nella sparatoria di Ardea avrebbe parlato del killer, Andrea Pignani, suicidatosi dopo aver ucciso i suoi piccoli e un anziano.

David e Daniel Fusinato avevano 5 e 10 anni quando, la mattina del 13 giugno scorso, sono morti sotto i colpi di pistola sparati da un 35enne ad Ardea. Con loro ha perso la vita anche Salvatore Ranieri, un 74enne che avrebbe cercato di salvarli da quella pioggia di proiettili. Ma i due fratellini non ce l’hanno fatta e ora i loro genitori piangono una morte atroce e insopportabile. Al Corriere della Sera, la madre, Carol Fusinato, ha raccontato quei drammatici istanti.

Strage di Ardea: parla la madre dei bimbi uccisi nella sparatoria

Con quell’uomo nessuna lite, non lo avevamo mai visto. Vivevamo qui per far giocare i bimbi all’aperto“. È così che Carol Fusinato avrebbe ricalcato i contorni di quanto successo prima della sparatoria in cui ha perso i due figli di 5 e 10 anni, David e Daniel, morti insieme a un anziano che passava nella frazione di Colle Romito, ad Ardea, mentre il 35enne Andrea Pignani sparava all’impazzata. Anzi, è così che descrive quello che non sarebbe successo: secondo la donna, riporta il Corriere, loro quell’uomo non lo conoscevano e non ci sarebbero stati attriti prima della strage.

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Strage di Ardea, il racconto della madre di David e Daniel Fusinato

La donna avrebbe sentito quei colpi mentre era a casa e, dopo averli scambiati inizialmente per dei petardi, si sarebbe precipitata all’esterno. Sarebbe stata la prima ad arrivare lì, su quella lingua di strada in cui giacevano a terra i suoi figli, colpiti a morte dai proiettili di una pistola: “Sono arrivata lì ed erano in una pozza di sangue“, ha raccontato.

I Fusinato si sarebbero trasferiti in quella zona per crescere i bimbi in un posto tranquillo, tra il giardino e un campetto in cui giocare al riparo dalle insidie del mondo. Ma proprio in quel cuore che credevano al sicuro si sarebbe materializzata la tragedia.

Avevamo scelto questa villa per il loro bene, per permettergli di vivere al meglio la famiglia anche con il padre ai domiciliari (…). La possibilità di avere la nonna qui a fianco a darci una mano“. I bambini erano appena usciti di casa, secondo il suo racconto, e vi sarebbero dovuti tornare poco dopo. “Mi hanno detto ‘arriviamo in tempo per il pranzo’ e invece non li ho più visti“. L’ultima immagine è quella dei due fratellini a terra, raggiunti dagli spari con cui il killer ha imposto la fine alla loro tenera esistenza.

Come è possibile che quell’uomo girasse armato e io ho dovuto chiedere il permesso per stare vicino ai miei figli?“: sarebbe questo l’interrogativo del papà, Domenico Fusinato, sottoposto a una misura restrittiva per cui, pochi minuti prima della sparatoria, secondo quanto ricostruito, i Carabinieri sarebbero passati in quei luoghi nel corso del consueto controllo sul rispetto degli arresti domiciliari. Una manciata di minuti più tardi, la strage.


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