Silvio Berlusconi aveva un progetto “top secret” per raccontare la sua vita: parla il suo storico uomo immagine, Roberto Gasparotti.
Non solo Francesco Totti con il suo libro-bomba. Anche Silvio Berlusconi aveva pensato a un modo decisamente particolare per raccontare la propria storia, lavorando a un progetto rimasto “top secret” fino ad oggi. A svelarne l’esistenza, alla vigilia di quello che il 29 settembre sarebbe stato il 90esimo compleanno del Cavaliere, è stato Roberto Gasparotti, suo storico uomo immagine.
Il progetto “top secret” di Silvio Berlusconi per raccontare la sua vita
A raccontare questo capitolo poco conosciuto, come riportato da Today, è stato Roberto Gasparotti, al fianco di Silvio Berlusconi nella gestione delle sue apparizioni pubbliche fin dal 1994. Secondo quanto rivelato, tra il 2014 e il 2015 l’imprenditore e politico aveva iniziato a lavorare a un progetto molto diverso dalle iniziative per le quali il pubblico era abituato a conoscerlo.
Voleva, infatti, mettere in scena un musical dedicato alla propria vita, costruito come una grande produzione in stile Broadway. Tutto, però, doveva rimanere lontano da indiscrezioni e fughe di notizie.
“Quando Berlusconi parlò per la prima volta di questa idea mi chiese il massimo riserbo“, ha rivelato Gasparotti.
Il progetto avrebbe dovuto ripercorrere la sua storia attraverso un mix di musica, danza e immagini, con una produzione pensata in grande.
“Il principe azzurro”: come doveva essere il musical stile Broadway
Il progetto teatrale aveva già un titolo pilota: Il principe azzurro. A distanza di anni, Roberto Gasparotti ha raccontato di aver ritrovato gli appunti realizzati durante quella fase di lavorazione con Silvio Berlusconi.
”Mi chiese di lavorare nella massima riservatezza, perché non voleva che tutto ‘si bruciasse’ con una fuga di notizie. Contattai un giovane attore-autore e un musicista. Con il ‘dottore’ scegliemmo come titolo pilota dello show ‘Il principe azzurro’. Mi organizzai per formare un corpo da ballo. Berlusconi aveva già la scenografia pronta: mentre si cantava e ballava, su un maxi schermo scorrevano immagini reali della sua vita. Lavorammo in gran segreto per mesi, poi non se ne fece più nulla”, ha concluso.
