Sigfrido Ranucci reagisce alla cacciata da Report: l’attacco contro il “piano” della Rai e i due nuovi conduttori.
Dopo nove anni alla guida di Report, la Rai ha deciso di fare a meno di Sigfrido Ranucci e di affidare ad altri la conduzione dello storico programma d’inchiesta di Rai 3. Una scelta, arrivata tramite un comunicato stampa della TV di Stato, che il giornalista non sembra disposto ad accettare senza reagire. Dal palco di Favignana, dove ha presentato il suo libro Diario di un trapezista, ha respinto con parole durissime le presunte alternative, arrivando a lanciare una pesante provocazione contro i vertici dell’azienda.
Sigfrido Ranucci fuori da Report: la reazione contro il “piano” della Rai
Per Sigfrido Ranucci, lasciare Report per ricoprire semplicemente un altro ruolo all’interno della Rai non sarebbe una soluzione. Il giornalista lo ha fatto capire chiaramente a Favignana, commentando davanti al pubblico le possibilità che gli sono state prospettate dopo la fine della sua esperienza alla conduzione.
“Io non capisco perché se non sono adatto per Report, dovrei essere adatto per il Tg3 o Rainews“, ha dichiarato, mettendo così in discussione la logica delle alternative avanzate dall’azienda. Ma è soprattutto un’altra ipotesi ad aver provocato la sua reazione più dura: quella di trasferirsi al Cairo come corrispondente.
“La sede di corrispondenza al Cairo. Non sanno evidentemente che io vivo sotto scorta anche da prima dell’attentato e al Cairo, all’estero, sarei senza scorta“, ha affermato. Poi l’attacco è diventato ancora più pesante: “Forse auspicano che potrei fare la fine di Regeni. Poi Il Cairo ultimamente è stato usato un po’ come la Siberia, ci mandano i deportati da altre parti“.
L’attacco ai nuovi conduttori di Report scelti dalla Rai
La tensione, però, non riguarda soltanto il destino professionale di Sigfrido Ranucci. Il giornalista aveva già espresso a Cerveteri forti perplessità sul futuro stesso di Report senza di lui, soffermandosi anche sulla scelta di Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi per raccoglierne l’eredità.
Parlando dei due giornalisti scelti, li ha definiti “due persone che mortificano la professionalità di Report“. Un giudizio al quale ha fatto seguire un’accusa ancora più pesante: “Credo sia un progetto per distruggere Report e ci sono riusciti“.
