Il governo studia una riduzione dell’isolamento per i positivi: ma per quanto tempo rimane contagioso chi è infetto da Covid? La risposta della scienza.

Continuano le modifiche alle regole relative alla lotta da pandemia da Covid in Italia. Mentre il governo sta ipotizzando una modifica delle tempistiche per l’isolamento dei positivi, con un’ulteriore riduzione in arrivo, ci si interroga però per quanto tempo resta contagioso chi ha contratto il virus. La risposta delle ultime ricerche, in tal senso, è abbastanza preoccupante. Secondo un’analisi della rivista scientifica Nature, molte persone resterebbero infettive anche nella seconda settimana dall’apparizione dei primi sintomi.

Per quanto tempo resta contagioso chi si ammala di Covid?

Se fino a poco tempo fa sembrava che il virus non fosse trasmissibile dopo qualche giorno, gli ultimi studi sembrano invertire la rotta. Si potrebbe rimanere contagiosi anche a più di otto giorni dall’apparizione dei primi sintomi. Anche per questo in molti hanno contestato la decisione negli Stati Uniti di dimezzare il tempo di isolamento da dieci a cinque giorni.

Lockdown Covid
Isolamento Covid

La valutazione sul tempo corretto per l’isolamento di un paziente infetto è da diverso tempo ormai al centro del dibattito scientifico. Se per molti non è possibile ridurre l’isolamento sotto i dieci giorni, per altri esperti non bisognerebbe basare le proprie valutazioni sui dati del Pcr, che potrebbe dare risultati positivi anche quando la persona non è più infetta.

Riduzione isolamento positivi: via libera in Italia

Resta dunque ancora aperto il dibattito, anche se la microbiologa Emily Bruce dell’Università del Vermont prova a chiosare con queste parole: “Ci sono ancora cose di cui non siamo perfettamente sicuri, ma il messaggio molto conciso sarebbe che, se sei positivo all’antigene, non dovresti uscire e interagire da vicino con persone che non vuoi siano infettate“.

Mentre si discute nella comunità scientifica, comunque, in Italia l’esecutivo sembra intenzionato a seguire l’esempio americano e a ridurre l’isolamento dei positivi senza sintomi per permettere alla società di convivere con il virus. Spiega Andrea Costa, sottosegretario alla Salute, ai microfoni di Rai 3: “L’obiettivo del contagio zero è irraggiungibile. E allora convivenza a mio avviso significa anche rivedere e valutare le regole dell’isolamento in caso di positivi senza sintomi“. Una decisione definitiva potrebbe arrivare nei prossimi giorni. Per ora a fermare ogni possibilità di modifica di questa regola era stato il ministro Speranza, poco convinto da una decisione che avvicinerebbe a una sorta di ‘liberi tutti’.

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Ultimo aggiornamento: 28-07-2022


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