Pier Silvio Berlusconi replica con una lettera-sfogo alle polemiche sui 320mila euro stanziati dal Comune di Portofino.
Archiviata la sorpresa per la sua versione IA comparsa sugli account social ufficiali di Verissimo, Pier Silvio Berlusconi fa nuovamente parlare di sé, questa volta per una vicenda che ha scatenato numerose polemiche. L’amministratore delegato di Mediaset è infatti finito indirettamente al centro delle discussioni per i 320mila euro destinati dal Comune di Portofino a un intervento stradale in una zona frequentata anche da personaggi facoltosi. Una situazione che ha spinto il manager a intervenire pubblicamente, affidando a una lettera un vero e proprio sfogo contro le critiche ricevute.
La bufera per i 320mila euro del Comune di Portofino: i fatti
A scatenare le polemiche è stata la decisione del Comune di Portofino di investire oltre 320mila euro per alcuni lavori lungo via San Sebastiano, una strada che conduce alle residenze di diversi imprenditori e personaggi di spicco.
Tra questi figura anche Pier Silvio Berlusconi, che possiede una villa nella zona, così come Vittorio Malacalza e Marco Tronchetti Provera. La presenza di abitazioni particolarmente prestigiose ha inevitabilmente attirato l’attenzione sull’intervento, facendo nascere il sospetto che i lavori potessero agevolare soprattutto i proprietari delle ville di lusso.
Di fronte alle discussioni, Berlusconi ha deciso di prendere posizione attraverso una lettera pubblicata sul Secolo XIX. “Quella strada non è stata allargata né lo sarà mai“, ha precisato, aggiungendo: “Quanto ai Suv, semplicemente è un tema che non esiste. Non ci passano e mai ci passeranno“.
La lettera-sfogo di Pier Silvio Berlusconi
Pier Silvio Berlusconi non si è limitato a chiarire gli aspetti tecnici della vicenda. Nella lettera ha espresso anche tutto il proprio disappunto per le polemiche. “Non ho bisogno di giustificarmi“, ha dichiarato, spiegando di aver scelto comunque di intervenire per rispetto delle persone che vivono a Portofino.
Il manager ha ricordato che lungo la strada non si trovano soltanto abitazioni di lusso, ma anche le case di cittadini che risiedono nel borgo da diverse generazioni. Parlando di alcuni residenti che conosce personalmente, li ha descritti come “Gente che lavora, che manda i bambini a scuola e che ha il diritto di muoversi in sicurezza“. Da qui la sua posizione: “non si tratta di garantire privilegi o favorire auto di lusso“.
Lo sfogo, però, è andato oltre la questione dei lavori stradali. “Mi piacerebbe vivere in un Paese nel quale possedere una qualunque auto di valore, una bella casa o aver raggiunto il successo non fosse considerato motivo di polemica e di invidia“, ha scritto il figlio di Silvio Berlusconi.
Secondo l’ad di Mediaset, il successo imprenditoriale non dovrebbe diventare automaticamente motivo di sospetto, anche perché le attività economiche contribuiscono alla creazione di ricchezza e posti di lavoro.
Infine, ha concluso con un messaggio che riassume la sua posizione: “Naturalmente le regole valgono per tutti. Sempre. Ma non dovremmo trasformare il successo in una colpa né il benessere economico in uno sterile bersaglio polemico e populista“.
