Lo studente egiziano dell’Università di Bologna, Patrick Zaki, è finalmente libero, scarcerato da un commissariato di Mansura.

Patrick Zaki è stato scarcerato, dopo ben 22 mesi di detenzione in Egitto. Per la sua liberazione si lottava da mesi e oggi, finalmente, la bella notizia è arrivata.

Lo studente egiziano studiava all’università di Bologna ed è stato arrestato il 7 febbraio del 2020 dalle autorità egiziane, nell’intento di tornare a casa a trovare la sua famiglia. Patrick, infatti, stava frequentando un master in Studi di Genere e delle Donne all’Università di Bologna.

Il giovane venne catturato con le seguenti accuse: minaccia alla sicurezza nazionale, incitamento alle proteste illegali, sovversione, diffusione di false notizie, propaganda per il terrorismo.

Martedì, il tribunale ne ha ordinato la scarcerazione, in attesa delle prossime udienze, visto che Patrick Zaki non è stato assolto ancora dalle accuse. Ad aspettarlo fuori dal commissariato di polizia della città di Mansoura, dove si trovava, c’erano la madre, la sorella e la fidanzata.

In un video molto bello pubblicato da Corriere della Sera, Patrick dice che va tutto bene e che nei suoi pensieri c’è sempre Bologna.

Dopo il suo arresto, Patrick Zaki era stato torturato, come ha spiegato in precedenza il suo avvocato. Dopo essere stato bendato, infatti, era stato portato a Mansura, dove era stato picchiato, spogliato, sottoposto a scosse elettriche, abusato verbalmente e minacciato di stupro. È stato poi spostato alla prigione di Tora, al Cairo, nota per ospitare i prigionieri politici, dove è stato detenuto in condizioni dure e degradanti.

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Ultimo aggiornamento: 08-12-2021


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