È venuto a mancare a 76 anni Paolo Pietrangeli, noto regista tv che ha collaborato ad alcuni programmi importanti, come C’è Posta per te e il Maurizio Costanzo Show.

Paolo Pietrangeli, cantautore e regista romano, è morto a 76 anni. Cantautore, attore, regista e scrittore, Pietrangeli era nato a Roma il 29 aprile 1945 ed era conosciuto soprattutto per la canzone popolare “Contessa”.

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Paolo Pietrangeli era una figura poliedrica: infatti, si affaccia sulla scena musicale negli anni ’60, inserendosi nel filone della canzone di protesta con i suoi testi a sfondo socio-politico. In particolare, due brani diventano veri e propri inni dei movimenti giovanili del ’68: “Valle Giulia” e “Contessa”, entrambe incise con la collega Giovanna Marini.

Negli anni ’70, poi si cimenta nel mondo del cinema come aiuto regista di Luchino Visconti in “Morte a Venezia” (1971) e di Federico Fellini in “Roma” (1972). Nel 1974, poi, lavora sul set con Paul Morrissey ,in due film ispirati da Andy Warhol: “Flesh for Frankenstein” e “Blood for Dracula”.

Paolo Pietrangeli, però, è molto conosciuto anche nel mondo televisivo italiano. Infatti, è stato regista dagli anni ’80 del grande successo Maurizio Costanzo Show e di alcuni programmi di Maria De Filippi, C’è Posta per Te e Amici. Entrò poi in politica, in un filone totalmente opposto a quello di Silvio Berlusconi, motivo per cui lasciò la Mediaset per continuare la sua carriera musicale e attivista.

In una vecchia intervista con Avvenire, Pietrangeli raccontava della sua esperienza con la tv con queste parole:

“Io cerco di lavorare nel miglior modo possibile. Maurizio Costanzo Show è stato anche importante per il suo impegno sociale. Amici mi piacque all’inizio, perché era una vera e propria scuola di talenti, diversa da adesso con l’avvento delle grandi compagnie discografiche che prendono cantanti già con esperienza. Quando lo feci presente, non mi chiamarono più. Adesso sono regista di C’è posta per te. Mostra un’Italia completamente diversa da quella che uno crede, con delle sacche di arretratezza che non si pensa possano esistere, faide familiari, rapporti di coppia fermi all’Ottocento. Per questo ho cominciato a scrivere libri, per raccontare questa umanità così varia.”

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