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Luca Ward si sfoga sulla sua pensione: “Prendo una cifra ridicola”

Il primo piano di Luca Ward

In un’intervista a Fanpage, Luca Ward si sfoga sulla pensione dopo 63 anni di carriera: cosa ha rivelato il doppiatore.

Le pensioni dei personaggi famosi continuano a far discutere. Dopo le dichiarazioni di Alba Parietti sulla cifra percepita ogni mese, anche Luca Ward ha deciso di affrontare un argomento particolarmente delicato. Il celebre doppiatore, conosciuto soprattutto per aver prestato la voce al protagonista de Il Gladiatore, ha espresso tutta la sua amarezza per il trattamento pensionistico ricevuto dopo una lunghissima carriera. Ecco le sue parole pronunciate durante un’intervista a Fanpage.

Luca Ward

Il doppiaggio e la battaglia contro l’intelligenza artificiale

Luca Ward è una delle voci più riconoscibili italiane. Nel corso della sua carriera ha prestato la voce a numerosi personaggi, tra cui Massimo Decimo Meridio ne Il Gladiatore, conquistando la popolarità anche grazie alla sua particolare vocalità.

Oggi il doppiatore è protagonista di un nuovo progetto, Dante Inferno – Immersive Exhibition, una mostra inaugurata il 22 ottobre a Napoli, presso Città della Scienza. Durante l’intervista a Fanpage, l’attore ha parlato anche delle difficoltà del suo mestiere, rispondendo a chi considera il doppiaggio un settore riservato a pochi privilegiati.

“Sì, siamo un’élite, siamo una casta d’élite“, ha dichiarato, rivendicando la professionalità necessaria per svolgere questo lavoro. Un altro argomento affrontato è stato quello dell’intelligenza artificiale, che rappresenta una nuova sfida per chi lavora con la propria voce. L’attore ha raccontato di aver registrato un marchio sonoro per tutelarsi dall’utilizzo non autorizzato della sua voce attraverso le nuove tecnologie.

La polemica di Luca Ward sulla pensione: “Prendo una cifra ridicola”

Ma è soprattutto la questione delle pensioni dei lavoratori dello spettacolo ad aver provocato il duro sfogo di Luca Ward. Il doppiatore ha denunciato un sistema che, secondo la sua ricostruzione, avrebbe penalizzato per decenni numerosi professionisti, impedendo loro di ricevere un assegno adeguato ai contributi versati.

Il problema risalirebbe a una disposizione introdotta durante il governo Mussolini, che prevedeva un limite ai versamenti riconosciuti ai fini pensionistici. Una norma rimasta in vigore per circa settant’anni e che, secondo l’attore, avrebbe avuto conseguenze pesanti sulla vita di molti artisti.

“Prendo una pensione ridicola per quello che ho versato“, ha dichiarato senza nascondere il proprio disappunto. Non ha rivelato la cifra precisa, spiegando però di essere in pensione dal 1998, dopo aver iniziato a lavorare all’età di tre anni.

Per chiarire la propria situazione, ha fatto un esempio: “Se io ho versato nella mia carriera, ormai 63 anni di attività, 5 milioni tra Enpals e Inps, in realtà me ne calcolano soltanto 500.000“.

Il doppiatore ha poi raccontato che circa 400 lavoratori dello spettacolo avevano intrapreso una battaglia legale per ottenere un ricalcolo delle pensioni. Dopo due gradi di giudizio favorevoli, la Cassazione avrebbe però ribaltato la situazione, portando l’Inps a richiedere la restituzione delle somme precedentemente riconosciute.

“Io ho il telefono intasato di colleghe e colleghi, attori e tecnici, che sono disperati“, ha raccontato. L’attore ha infine voluto sfatare il luogo comune secondo cui tutti i personaggi dello spettacolo sarebbero ricchi.

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ultimo aggiornamento: 30 Ottobre 2026 15:27

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