Con il nuovo decreto, il Green Pass diventa obbligatorio sul posto di lavoro: le nuove regole e le sanzioni previste per chi le violerà.

Il Green Pass diventa obbligatorio sul posto di lavoro in Italia dal 15 ottobre. Dopo settimane di discussioni, è ormai arrivata la decisione da parte del governo. Il nostro paese sarà dunque il primo in Europa a rendere necessario per i lavoratori il Green Pass per poter entrare in fabbrica o in ufficio. Lo riporta il Corriere della Sera, secondo cui la volontà di arrivare a questa conclusione è stata del premier Draghi, che ha tenuto duro nel dialogo con i sindacati per riuscire ad arrivare alla stretta definitiva. Ma quali saranno le regole e che sanzioni amministrative sono previste per chi le violerà? Scopriamo tutte le novità in arrivo con il nuovo decreto.

Green Pass obbligatorio a lavoro: le regole

Certificato verde obbligatorio per tutti i lavoratori, siano dipendenti pubblici o anche privati, e non solo per i primi, come sembrava trapelare pochi giorni fa. Questa la decisione del governo. Il criterio alla base del provvedimento è quello dell’accesso ai luoghi di lavoro, a prescindere dalla natura del vincolo contrattuale. Rimangono fuori dunque dalla nuova norma solo pensionati, smart worker (compresi casalinghi e casalinghe) e disoccupati.

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Green Pass Covid
Green Pass Covid

Una generalizzazione voluta fortemente dal governo per cercare di incrementare il più possibile le vaccinazioni, prima dell’arrivo dell’inverno, che per gli esperti potrebbe far tornare i livelli di emergenza più elevati. In tre o massimo quattro settimane l’Italia dovrà arrivare a un numero di persone immunizzate da rimanere in sicurezza, e per far questo Draghi non ha paura di spingersi anche oltre il necessario. Se nelle prossime settimane la curva dovesse peggiorare e i dati sulle vaccinazioni non migliorare, non è impossile una soluzione drastica: l’obbligatorietà della vaccinazione per tutti.

Al lavoro senza certificazione: multe e sanzioni previste nel decreto

Il braccio di ferro tra Draghi e i sindacati ha portato però a un ammorbidimento sul piano delle multe. Per non trasformare la certificazione in un’arma di licenziamento di massa, nel decreto viene stabilito che i lavoratori privi di certificazione potranno essere sanzionati, ma non licenziati.

Per quanto riguarda la procedura per i controlli, sarà la stessa utilizzata nelle scuole. All’ingresso sui posti di lavoro, i dipendenti dovranno esibire il proprio certificato verde, e un responsabile delle verifiche (un capo ufficio o un capo reparto) procederà con gli opportuni controlli. Qualora si riscontrassero problemi, l’incaricato potrà richiedere anche l’intervento delle forze dell’ordine per ulteriori accertamenti.

Per quanto riguarda le sanzioni, i lavoratori che non potranno avere accesso al luogo di lavoro saranno considerati assenti ingiustificati e potranno pagare multe che vanno dai 400 ai 1000 euro. Dopo cinque giorni di assenza il rapporto di lavoro sarà sospeso, compresi gli emolumenti previsti dal contratto. La riammissione potrà avvenire solo dopo essersi muniti di una certificazione valida. E per quanto riguarda i tamponi? Su questo punto il braccio di ferro è ancora in corso. Per il momento saranno resi gratuiti solo per le persone fragili.

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ultimo aggiornamento: 16-09-2021


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