Giovanni Cottone: chi è l’ex marito di Valeria Marini

L’imprenditore Giovanni Cottone, ex marito di Valeria Marini, indagato nell’ambito dell’inchiesta sul crac di Maxwork.

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Giovanni Cottone, noto imprenditore italiano, nasce a Palermo il 12 luglio 1957. Da giovane si trasferisce a Milano per inseguire i suoi sogni e inizia a lavorare nel settore del commercio di prodotti elettrodomestici. Il suo talento e l’intuito lo portano ad essere uno dei primi inprenditori italiani a espandersi nel mercato cinese. Sui rotocalchi, invece, lo si conosce per essere l’ex marito di Valeria Marini, attualmente reclusa nella casa del Grande Fratello vip. Il loro matrimonio non è durato molto, anzi, Valeria ha chiesto dopo poco l’annullamento da parte della Sacra Rota. Ultimamente, invece, si sta discutendo molto dell’imprenditore, poiché è stto arrestato dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’inchiesta sul crac di Maxwork.

Periodo nero per Giovanni Cottone: dopo l’annullamento del matrimonio finisce agli arresti domiciliari.

L’attuale compagna di Giovanni Cottone, la maggiorata Francesca Cipriani, racconta di essere sconvolta dell’arresto del suo compagno. In una puntata a Pomeriggio5, la giovane, ha raccontato :

Lui ha iniziato a corteggiarmi a giugno. Io ero abbastanza contenta, perché era un uomo di altri tempi che mi corteggiava a differenza di uomini che ho avuto in passato e che non sapevano nemmeno cosa fosse il corteggiamento. Andava tutto bene. Siamo stati anche a Venezia questa estate“.

Di certo non si aspettava che il suo imprenditore venisse arrestato dalla Guardia di Finanza con le accuse di bancarotta, truffa aggravata, peculato e reati tributari e bancari.

Al momento, Cottone è ai domiciliari e la stessa sorte è toccata all’ex amministratore delegato della Maxwork, Massimiliano Cavaliere.In tutto ci sono otto indagati, tra cui  l’ex questore di Bergamo, Fortunato Finolli.Da una serie di indagini e di controlli è emerso un presunto meccanismo di sistematico depauperamento delle finanze della Maxwork a opera dei vertici della stessa azienda. Il danno all’Erario ammonta a 56 milioni di euro, tra imposte e contributi previdenziali non versati.

 

Fonte immagine copertina: Twitter Giovanni Cottone