Rumer, Scout e Tallulah, figlie di Demi Moore e Bruce Willis, ospiti nel programma Red Table Talk hanno parlato del periodo no della loro madre. “Era come vedere il mostro arrivare”.

È stata, ed è tutt’ora, il sogno proibito di tantissimi uomini. Stiamo parlando di Demi Moore, famosa attrice americana con due divorzi alle spalle. Il primo da Bruce Willis, il secondo, invece, da Ashton Kutcher. Adesso, inoltre, emergono altri dettagli sulla vita (non tanto) favolosa della Moore. A raccontarlo sono state le figlie, Rumer, Scout e Tallulah, durante un’intervista a Red Table Talk, in cui hanno parlato del periodo da alcolista della mamma.

Le figlie di Demi Moore: “Era come vedere il mostro arrivare”

Demi Moore alcolizzata? Difficile da credere e forse anche da pensare, ma l’attrice è caduta nel baratro, funesto, dell’alcool. Durante un’intervista su Facebook, al programma Red Table Talk sono state le sue figlie a voler raccontare quei momenti drammatici. E Tallulah ha ricordato giorni non proprio lieti:

“Era come se scomparisse il sole, come vedere il mostro arrivare. [..] Ricordo l’angoscia invadermi il corpo, quando iniziavo a vedere i suoi occhi socchiudersi, la sua voce cambiare. Pensavo che sarebbe stata molto più affettuosa con me, se fosse stata sobria”.

Demi Moore and Rumer Willis Get Real About Alcoholism | Red Table Talk

On our all-new Red Table Talk, Demi Moore and her daughter Rumer Willis open up about their unhealthy relationship with alcohol in the past. We invite you to hear their story today, only on Facebook Watch.

Pubblicato da Red Table Talk su Sabato 2 novembre 2019

Rumer Willis: “La trattavo come una bambina”

Il 10 ottobre 2019 è uscito il libro dell’attrice Demi Moore, Inside Out, in cui ha deciso di raccontare il suo periodo no, in cui ha riconosciuto di aver avuto problemi non solo con l’alcol ma anche con la cocaina. Sembra che il tutto sia iniziato dopo l’aborto del figlio che portava in grembo, frutto del suo amore con Ashton Kutcher. La figlia Rumer ha rivelato:

“Ricordo che la trattavo come una bambina, la sgridavo come se fosse una bambina. Non era la madre con cui eravamo cresciute”.

Tutte e tre, inoltre, sono orgogliose del fatto che la mamma abbia deciso di scrivere quel libro e di raccontare tutto, ammettendo di essere orgogliose della sua vulnerabilità.

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