10 lati nascosti della leggenda Steve McQueen, lo spericolato enti-eroe

Sai qual è stato il più grande dispiacere del più celebre tra gli attori degli anni sessanta e settanta, Steve McQueen?

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Nato il 24 marzo 1930, Terence Steve McQueen (Vita spericolata) è più di un semplice attore statunitense, è un leggenda. Lo ricordiamo come uno spericolato, una sorta di anti-eroe, e più di una volta fu definito problematico da registi e produttori, ma nonostante tutto i suoi ruoli sono sempre stati di grande rilievo.

Il piccolo Steve ebbe un’infanzia difficile

– Papà era uno stuntman ma, quando abbandonò sua madre, del piccolo Steve si occupò uno zio, fino all’età di 12 anni.

steve mcqueen

– A soli 14 anni era membro di una gang di strada. La madre, preoccupata, lo mandò in una scuola di correzione, la California Junior Boys Republic presso Chino Hills.

– Per 3 anni prestò servizio nei Marines.

– L’esordio di Steve McQueen fu nel film Lassù qualcuno mi ama (1956) di Robert Wise, ma la fama arriva con il ruolo di Vin nel western I magnifici sette (1960) di John Sturges.

– Porsche, Ferrari, Jaguar, Mercedes, McQueen possedette quasi tutte le più famose auto sportive dell’epoca, ma con suo grande dispiacere non riuscì mai a venire in possesso della Ford Mustang GT utilizzata nel film Bullitt.

Steve McQueen: morte, malattia e vita privata

– Nel 1979 gli venne diagnosticato un tumore associato all’esposizione all’amianto, (materiale rivenuto nelle tute dei piloti automobilistici). L’attore morì in una clinica messicana, dopo due attacchi cardiaci, il 7 novembre 1980.

– Dopo la morte, fu cremato: le sue ceneri furono disperse nell’Oceano Pacifico.

– Ebbe 3 mogli: Neile Adams, dalla quale ebbe due figli, l’attrice Ali MacGraw (Getaway!) con cui ebbe una relazione piuttosto tumultuosa, e infine la modella Barbara Minty, sposata 10 mesi prima di morire.

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I motori, che passione!

– La sua passione per i motori è nota, ma pochi sanno che amava fare a meno delle controfigure. L’attore si cimentò in parecchie gare automobilistiche (e motociclistiche) e considerò più volte l’ipotesi di abbandonare il cinema per dedicarvisi completamente.

– La sua collezione di moto comprendeva oltre 100 modelli, per un valore di vari milioni di dollari.