Una battaglia senza esclusione di colpi per Fedez e il Codacons. Il motivo del contendere? Le donazioni di privati tramite la piattaforma GoFundme.

Un fine settimana ricco di battaglie mediatiche e minacce di querela per il rapper Fedez e l’associazione per i consumatori, il Codacons. L’oggetto del contendere sono le raccolte fondi di privati tramite la piattaforma Gofundme e le commissioni presenti per ogni somma versata che non risulterebbero in maniera trasparente ai donatori. Uno strumento tuttavia vincente, almeno per quanto riguarda la raccolta fondi dei Ferragnez ora a oltre 4 milioni e mezzo di euro, ma non per il presidente del Codacons, Carlo Rienzi.

Lite Codancos e Fedez: perché?

Fedez e Rienzi
Fonte foto: https://www.instagram.com/fedez/?hl=it ; https://www.youtube.com/watch?v=eswoXFGxCso&feature=emb_logo

La battaglia tra il rapper Fedez, Francesco Lucia, e il Codacons parte con la necessità, secondo l’associazione dei consumatori, di fare chiarezza sulla piattaforma utilizzata dai Ferragnez per la raccolta di fondi: Gofundme.

Il Codacons ha messo in campo anche l’Antitrust, intervenuto il 22 marzo scorso, imponendo a GoFundMe l’eliminazione immediata del “meccanismo di preselezione della commissione facoltativa” prontamente modificato dalla piattaforma. Al momento della donazione infatti ogni privato poteva scegliere se donare il 10% della cifra alla piattaforma stessa, campo tuttavia già preselezionato.

Questa “svista” non è lecita, ha commentato Antitrust, come riporta un comunicato stampa di Codacons: “Si tratta di sfruttamento della tragica pandemia in atto per orientare i consumatori ad effettuare donazioni sulla piattaforma che, promossa come gratuita, prevede costi e commissioni preimpostate. Nel coinvolgimento della generalità dei consumatori in ragione della ampia disponibilità e partecipazione ad effettuare donazioni per le iniziative di solidarietà e di supporto per il contenimento del Covid-19 e la cura dei malati”.

Così Codacons ha chiesto il blocco di queste raccolte fondi da privati , imposto la restituzione del 10% della cifra versata dai donatori quando l’opzione era ancora preselezionata e annunciato una diffida nei confronti della piattaforma Gofundme. Da qui Fedez non ci ha visto più e ha iniziato ad accattare l’associazione.

L’attacco di Fedez al Codacons

Il rapper ha specificato, tramite Twitter e il suo profilo Instagram, di aver richiesto a Gofundme un contributo di 250 mila euro dopo lo spiacevole equivoco della commissioni, e averli donati a ospedali pubblici italiani. Fedez poi parte alla carica contro il Codacons.

Sottolinea come il banner, visionabile nella pagina principale del sito di Codacons e prontamente modificato, che chiedeva fondi per il sostegno alla battaglia contro il coronavirus COVID-19, riportasse invece a donazioni dirette all’associazione. “Le donazioni servono a sostenere solo loro stessi. Ma è possibile che nessuno intervenga?”, ha commentato nelle sue stories Fedez. Questa frecciatina ha comunque avuto gli effetti sperati, infatti un tweet del sottosegretario del Ministero dell’Interno, Carlo Sibilia, ha annunciato che la Polizia di Stato stava facendo tutti gli approfondimenti del caso.

Poi Fedez si concentra sulla richiesta di Codacons di bloccare le raccolte fondi di privati, e gira un video che condivide suo suoi canali social.

“Quello che il Codacons sta facendo è un atto pericoloso che rischia di rendere vano un moto spontaneo di solidarietà che sta portando aiuti a tutti gli ospedali d’Italia. Vi prego di diffondere questo video il più possibile”. Tanti sono i risultati già ottenuti per il bene degli italiani. Con la raccolta fondi di Fedez e Chiara Ferragni, ormai a oltre 4 milioni e mezzo di euro, è stato allestito in tempo record un nuovo reparto di terapia intensiva all’ospedale San Raffaele di Milano.

E anche l’immunologo Roberto Burioni la pensa in questo modo, su Twitter infatti scrive: “Il Codacons se la prende con Fedez e Chiara Ferragni confermando il suo costante impegno a favore dei virus”.

La querela del Codacons a Fedez

Il presidente dell’associazione dei consumatori, Carlo Rienzi, aveva risposto tramite un video su YouTube, all’accusa di Fedez riguardo al banner, ringraziando la pubblicità gratis di “una sottospecie di cantante” che stava moltiplicando le donazioni al Codacons.

Codacons è pronto a querelare Fedez, che non ha accolto la richiesta di scuse pubbliche da parte dell’associazione. Con un comunicato stampa afferma che: “Fedez e il conduttore Salvo Sottile saranno querelati per diffamazione, in relazione alle gravi affermazioni rilasciate nelle ultime ore attraverso vari canali social e alle fake news diffuse. Al centro della vicenda, la bufala creata ad hoc da Fedez per vendicarsi del Codacons nella quale si sostiene che l’associazione abbia finto di raccogliere sul proprio sito fondi per la sanità italiana, da utilizzare poi per le proprie attività private. Una tesi totalmente falsa e infondata”.

Fonte foto: https://www.instagram.com/fedez/?hl=it ; https://www.youtube.com/watch?v=eswoXFGxCso&feature=emb_logo

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ultimo aggiornamento: 30-03-2020


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