Tiziana Cantone si è tolta la vita nel 2016, al culmine di un calvario interiore che ha divorato la sua intera esistenza. Ecco la sua storia.

Tiziana Cantone è morta nel 2016, dopo che il suo cuore era stato inghiottito irrimediabilmente da un vortice di cattiverie che si sono moltiplicate senza soluzione di continuità. Una donna giovanissima, bellissima e piena di vita a cui è stata tolta la dignità, e che rappresenta oggi quello che tutti – anche inconsapevolmente – siamo: potenziali vittime di un sistema che chiamiamo ‘web‘ e dell’odio dai mille volti che si espande irrefrenabile dietro la maschera di uno schermo, fino a macinare irreversibilmente anime e cuori.

Chi era Tiziana Cantone: la storia

Tiziana Cantone è nata il 15 luglio 1983, sotto il segno del Cancro, in provincia di Napoli. Si è tolta la vita all’età di 33 anni, il 13 settembre 2016, impiccandosi in casa a Mugnano.

La sua era una vita coccolata dall’amore di una madre, Maria Teresa Giglio, che l’ha cresciuta in un mondo d’affetto e tenerezza, nonostante la dura realtà dell’assenza paterna.

Diplomata al Liceo Classico, un percorso universitario in Giurisprudenza poi interrotto e un fidanzato, Sergio Di Palo, intorno a cui si sono addensati interrogativi e sospetti. Dopo la morte di Tiziana Cantone è finito a processo, imputato dei reati di calunnia, falso e accesso abusivo a dati informatici.

Le prime indagini sul caso Cantone si erano assestate sull’ipotesi di istigazione al suicidio a carico di ignoti, ma il fascicolo è stato poi archiviato per assenza di elementi.

Tiziana Cantone
Fonte foto: https://www.facebook.com/mariateresa.giglio

La morte di Tiziana Cantone

La morte di Tiziana Cantone è iniziata molto tempo prima del suo gesto finale, consumatosi nel 2016 in un giorno come tanti. Un video del suo privato era stato dato in pasto alla Rete, e da quell’abisso di vergogna e angoscia lei non è più risalita a galla.

Tiziana simbolo di una violenza cieca e impalpabile, fino all’estremo epilogo. Tiziana Cantone per le altre, Tiziana come tutti. Perché nessuno, nel perverso circo di impunità che si nutre di social e like, può dirsi al riparo dal precipizio, dalla morbosa sete dell’altrui dolore che divora ogni cosa.

Quello che è accaduto a Tiziana serve ora a salvare le altre ragazze, per questo l’associazione che ho creato si chiama ‘Tiziana Cantone per le altre‘”. Sono parole intrise di dura consapevolezza ma anche di fiducia nel futuro, quelle di mamma Maria Teresa, la donna che ha scelto di non chiudersi nel suo dolore e che combatte per restituire alla sua bellissima figlia la dignità che le fu sottratta in modo terribile e spietato.

La morte di Tiziana Cantone fu un suicidio, incastonato in una cornice di terribili sentimenti di impotenza e paura per non riuscire a fermare la macchina infernale del web.

Un suicidio che ha l’odore acre e pungente di un omicidio, un macigno che grava sulle coscienze di quanti – per un macabro senso di superiorità, di incomprensibile divertimento o per pura cattiveria – hanno affondato la lama puntata sul cuore di Tiziana cento, mille, migliaia di volte fino a soffocarne l’anima e il sorriso.

Un libro su Tiziana Cantone

La storia di Tiziana Cantone è fatta di sogni spezzati e di una fine segnata da un’ordinaria violenza che tanti, nel silenzio, subiscono per poi soccombere.

Un destino che insegna come si possa morire di web in un’epoca in cui ancora troppo poco è stato fatto, rispetto all’avanzare frenetico del fenomeno digitale, in materia di diritto all’oblio e tutela delle vittime online.

Uccisa dal web è il titolo del libro che racconta la sua tragedia, basato sui racconti e i ricordi di mamma Maria Teresa Giglio. È il ritratto di un ‘femminicidio social‘, come lo descrivono gli autori Romina Farace e Luca Ribustini, in cui emerge la spaventosa ombra del reato di revenge porn.

Fonte foto: https://www.facebook.com/mariateresa.giglio

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