Ted Bundy, il profilo di un insospettabile serial killer (nei panni del gentleman)

Il caso Ted Bundy ha sedotto fior fiore di studiosi e criminologi. Un uomo in apparenza irreprensibile, con un cuore assetato di sangue e morte.

Talmente al di sopra di ogni sospetto da sembrare un angelo, ma sotto il suo nome è iscritto uno dei capitoli di sangue più atroci della storia. Stiamo parlando di Ted Bundy, l’uomo che più di tutti, negli Stati Uniti, ha dato filo da torcere alle autorità. Nessuno avrebbe mai potuto dubitare di lui, eppure nella sua mente si annidava un covo di indicibili progetti criminali. La sua sconvolgente biografia è diventata un film che ha come protagonista Zac Efron.

Ted Bundy, biografia di un serial killer

Sono decine gli omicidi da attribuire a Theodore Robert Cowell, noto alle cronache internazionali come Ted Bundy. Un curriculum criminale dai contorni sinistri e incerti, perché l’esatta entità dei delitti commessi è sepolta con lui.

Ted Bundy è nato a Burlington (Vermont), sotto il segno del Sagittario, il 24 novembre 1946. La sua morte risale al 24 gennaio 1989, giustiziato sulla sedia elettrica al culmine di una condanna comminata nel 1980 e che lo ha visto condannato alla pena capitale per 36 omicidi.

Il suo soprannome è Lady Killer, o Killer delle studentesse. Un assassino seriale capace di tenere sotto scacco la giustizia per anni, con alle spalle due clamorose evasioni e una condotta apparentemente irreprensibile a fargli da garanzia di impunità per molto tempo.

Le sue vittime erano tutte giovani donne, uccise tra il 1974 e il 1978. Non è mai stato appurato, però, se Bundy abbia colpito prima di allora, addirittura negli anni ’60. Il suo fascino, il suo look impeccabile (spesso in giacca e cravatta) lo hanno reso uno dei criminali di più ardua individuazione nella storia. Uno spietato carnefice nei panni del gentleman, immagine che gli ha permesso di conquistare facilmente la fiducia delle sue ‘prede’.

Ted Bundy
Fonte foto: https://www.instagram.com/tedbundyresearcher/

Dagli omicidi alla sedia elettrica

Ted Bundy catturava le sue vittime fingendosi in difficoltà, per poi aggredirle e stuprarle. Secondo quanto emerso dalle indagini, era anche solito compiere atti di necrofilia. Avrebbe decapitato almeno 12 delle donne uccise, custodendone la testa in casa come un macabro trofeo.

Il primo arresto risale al 1975, nello Utah, con l’accusa di sequestro di persona e tentata aggressione. Evaso, fu intercettato e catturato in Florida nel 1978, dopo aver massacrato altre giovani. Due i processi che lo hanno visto imputato per quei delitti, tre le condanne a morte. La sua esecuzione è avvenuta nel 1989, presso il penitenziario Raiford Prison di Starke, in Florida.

Secondo il ritratto di diversi studiosi che hanno analizzato il profilo insospettabile di Ted Bundy, questi si mostrava con un’essenza “sadica e sociopatica” capace di provare soddisfazione nel causare il dolore altrui.

La storia di Ted Bundy in un film

Il 9 maggio 2019 l’uscita del film sulla sua storia, intitolato Ted Bundy – Fascino criminale. A interpretare il serial killer è l’attore Zac Efron, con Lily Collins, John Malkovich, Jim Parsons e Kaya Scodelario.

La pellicola, diretta da Joe Berlinger, si basa sul racconto dell’arresto e dei processi visti dalla prospettiva della fidanzata di Bundy, Liz Kendall. La domanda è solo una: chi è davvero l’uomo che ama, accusato di atroci crimini e di cui lei non ha mai sospettato?

11 curiosità su Ted Bundy

-Sua madre, Eleanor Louise Cowell, lo ha messo al mondo in un centro per donne non sposate. L’identità del padre non fu mai accertata. Intorno alla nascita di Ted Bundy si instillò anche il dubbio che fosse frutto di un incesto (secondo cui il nonno, Samuel Cowell, avrebbe violentato la figlia).

-È cresciuto con i nonni materni, convinto che fossero i genitori e che la vera madre fosse sua sorella maggiore. Più tardi la drammatica scoperta della verità e l’esordio di un malcelato risentimento verso la mamma per quella clamorosa menzogna.

L’infanzia del serial killer non è stata priva di segnali inquietanti. Ann Rule, biografa e conoscente di Bundy, ha descritto uno dei tanti episodi che hanno fissato un’istantanea agghiacciante della sua identità. La zia materna di Ted Bundy, Julia, quando lui aveva appena 3 anni lo trovò davanti al suo letto sorridente, dopo essersi svegliata circondata da coltelli da cucina.

-Il cognome Bundy appartiene al patrigno, Johnny Culpepper Bundy, che lo adottò dopo aver sposato la madre. La coppia ha avuto 4 figli.

-Appassionato di libri, di politica e di sci, si iscrisse all’università, seguendo corsi di legge e psicologia. All’epoca, la sua fidanzata, Stephanie Brooks, lo aveva appena lasciato e questo sarebbe stato un trauma irreversibile della sua esistenza.

-Era un attivista del Partito Repubblicano, tanto da diventarne addirittura una grande promessa.

-Ann Rule, sua amica e confidente, ha scritto un libro sulla storia di Ted, intitolato Un estraneo al mio fianco.

-Per un certo periodo, prima dell’esordio della sua attività criminale, fu acclamato come un ‘eroe’ per aver salvato una bambina dall’annegamento.

-Adescava le vittime con una tecnica poi riprodotta nel film Il silenzio degli innocenti: fingendo di avere il braccio ingessato, chiedeva alle donne di aiutarlo a portare alcuni oggetti in auto. Una volta a bordo, queste si accorgevano (troppo tardi) che dallo sportello lato passeggero era stata asportata la maniglia o la manovella del finestrino.

-Uccideva prevalentemente tramite strangolamento e abusava dei corpi anche dopo diversi giorni, tornando sulla scena del crimine quando si stavano ormai decomponendo.

-Secondo certa letteratura sul caso Bundy, i tratti estetici comuni alle decine di vittime (corporatura esile, capelli e occhi castani) rappresentavano un preciso simbolo per il serial killer: tutte gli avrebbero ricordato la sua ex fidanzata Stephanie.

ultimo aggiornamento: 07-05-2019

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