Motaz Malhees è un attore palestinese di teatro, cinema e televisione, che si è formato professionalmente in Palestina.
L’attore Motaz Malhees ha iniziato la carriera nel teatro di resistenza culturale, e si è fatto conoscere internazionalmente con “200 Meters” (2020). Dopo la sua esclusione dalla cerimonia degli Oscar 2026, a causa di un travel ban imposto dall’amministrazione Trump, si sono riaccesi dibattiti su: discriminazione, xenofobia ed impatto delle restrizioni geopolitiche sulla cultura. Conosciamolo meglio.
Chi è Motaz Malhees: biografia e carriera artistica
Motaz Malhees (in arabo معتز ملحيس) è nato nel 1992 a Jenin, Palestina, e sin da giovane ha sentito il richiamo dell’arte. Infatti, ha iniziato a recitare all’età di 9 anni, spinto da esperienze personali dolorose legate al contesto del conflitto israelo-palestinese.
In un’intervista, ha ricordato l’uccisione di un amico d’infanzia da parte delle forze israeliane davanti ai suoi occhi. L’evento ha segnato il suo approccio all’arte come mezzo per raccontare storie di resistenza e dolore.
A 16 anni ha lasciato la scuola superiore – senza dirlo ai genitori, che inizialmente si opposero perché preferivano una carriera “sicura” come ingegnere o medico – per un’audizione per entrare nella Freedom Theatre Professional Acting School a Jenin. Si tratta di una scuola di teatro nota per il suo approccio alla resistenza culturale ed alla trasformazione del trauma in espressione artistica.
È stato uno degli studenti di Juliano Mer-Khamis: attore, regista ed attivista ebreo-palestinese assassinato nel 2011.
Motaz Malhees si è laureato dopo tre anni, diventando poi parte di un gruppo élite di attori palestinesi professionisti. Dopo la formazione alla Freedom Theatre, ha continuato a perfezionarsi con registi internazionali di alto livello, tra cui: Nabil Al-Raee (Freedom Theatre); Di Trevis (Royal Shakespeare Company); Thomas Ostermeier (Schaubühne Berlin); Katrien van Beurden (Theatre Hotel Courage); Amir Nizar Zoubi.
Come attore ha lavorato in produzioni teatrali, cinematografiche e comiche in tutto il mondo: Medio Oriente, Europa, USA, Sud-est asiatico e Australia. Tra i suoi lavori più noti: “The Crossing” (cortometraggio, 2017); “200 Meters” (film del 2020, presentato a Venezia, dove ha iniziato a guadagnare visibilità internazionale); “Speak No Evil” (2024).
La grande popolarità internazionale è arrivato co il suo ruolo in “The Voice of Hind Rajab” (Sawt Hind Rajab, 2025), docudrama diretto da Kaouther Ben Hania, in cui interpreta Omar Alqam, operatore della Mezzaluna Rossa che risponde alla chiamata disperata della bambina Hind Rajab. Il film ha debuttato a Venezia 2025 vincendo il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria, una standing ovation di oltre 20 minuti e numerosi premi paralleli. Il lavoro è stato selezionato dalla Tunisia per gli Oscar 2026 come Miglior film internazionale, ottenendo la nomination.
Il nome dell’attore fa parte del cast della serie drama di Channel 4 “The Siege“, con Danny Dyer e David Morrissey, basata sul libro di Ben Macintyre.
La sua esclusione alla cerimonia degli Oscar 2026
Motaz Malhees è stato escluso dalla cerimonia degli Oscar 2026 (98ª edizione, tenutasi il 15 marzo 2026 a Los Angeles) a causa di un travel ban imposto dall’amministrazione Trump, rinnovato a dicembre 2025, che vieta l’ingresso negli Stati Uniti a chi possiede un passaporto rilasciato dall’Autorità Palestinese.
L’attore ha reso noto l’episodio che gli ha impedito di presenziare agli Oscar con il cast del film La voce di Hind Rajab (titolo originale The Voice of Hind Rajab), candidato come Miglior film internazionale, dove Malhees interpreta un ruolo da protagonista.
Il docudrama ricostruisce la tragica vicenda reale di Hind Rajab, una bambina palestinese di 5 anni uccisa dalle forze israeliane a Gaza nel gennaio 2024. Rimasta intrappolata in un’auto sotto il fuoco, la piccola chiamò disperatamente la Mezzaluna Rossa palestinese. Le registrazioni autentiche di quelle telefonate sono integrate nel film. Malhees dà volto ad uno degli operatori del centralino (Omar Alqam) che tentano invano di aiutarla.
Pochi giorni prima della cerimonia, Malhees ha annunciato su Instagram la sua impossibilità di partecipare, con un post che ha fatto il giro del mondo. “Il nostro film è nominato agli Oscar. Ho avuto l’onore di interpretare uno dei ruoli principali in una storia che il mondo aveva bisogno di ascoltare. Ma io non sarò lì. Non mi è permesso entrare negli Stati Uniti a causa della mia cittadinanza palestinese. Fa male. Ma questa è la verità: puoi bloccare un passaporto, ma non una voce. Sono palestinese e resto in piedi con orgoglio e dignità. Il mio spirito sarà con La voce di Hind Rajab quella sera. In bocca al lupo a tutti. La nostra storia è più grande di qualsiasi barriera e verrà ascoltata” – questa la sua condivisione social.
Altri membri del cast palestinese con doppia cittadinanza hanno potuto partecipare. Ma Malhees che ha solo passaporto palestinese, pur risiedendo a Londra, dopo essersi formato al Freedom Theatre di Jenin, è rimasto escluso dalla cerimonia.
La notizia ha generato ampia copertura mediatica internazionale, da The Guardian a Variety, Los Angeles Times, Reuters, evidenziando le tensioni tra politiche migratorie USA, libertà di movimento per artisti ed il contesto del conflitto israelo-palestinese nel cinema.
Cosa si sa sulla vita privata di Motaz Malhees
Dalle fonti disponibili (interviste, profili IMDb, Instagram ufficiale, articoli su The Guardian, Variety, Economic Times, Al Jazeera ed altri media), non emergono dettagli sulla sua vita sentimentale o familiare.
Dove vive?
Residente a Londra, dove si è trasferito intorno al 2021-2022, ha spesso ribadito la scelta di lasciare la sua patria. Ma l’attore è rimasto, comunque, fortemente legato alla sua identità palestinese.
Curiosità su Motaz Malhees
– Più che passione, una vocazione: l’attore ha dichiarato che l’attrazione nei confronti della recitazione è nata in lui dal dolore e dal desiderio di far conoscere al mondo la storia palestinese.
– Grazie al suo ruolo nel film in “The Voice of Hind Rajab”, Malhees ha ricevuto un’enorme attenzione mediatica. L’attore ha definito il suo coinvolgimento nel docudramma come “l’onore più grande della mia vita”.
– Attraverso il suo Instagram è solito condividere riflessioni sulla sua identità palestinese, l’arte e le sfide geopolitiche. Ad esempio proprio sul social ha annunciato l’esclusione dagli Oscar 2026, per il travel ban USA su passaporti dell’Autorità Palestinese. Non mancano aggiornamenti su lavori e documentazione dei suoi impegni come attore.
– La sua traiettoria professionale lo ha reso uno dei volti più riconoscibili del cinema e teatro palestinese contemporaneo, con un focus su narrazioni di resilienza, identità e giustizia.