Ludovica Rampoldi: biografia, carriera e curiosità sulla sceneggiatrice e regista, figlia di Raffaella Longobardi, giornalista ed inviata Rai.
Ludovica Rampoldi si è imposta tra gli autori italiani, con un percorso solido che ha avuto modo di spaziare dal cinema d’autore alle serie di grande successo internazionale; inoltre, ha ampliato il suo ruolo passando anche dietro la macchina da presa. Ecco una panoramica di approfondimento sulla scrittrice e sceneggiatrice di successo, collaboratrice di famosi registi.
Chi è Ludovica Rampoldi: biografia e carriera
Ludovica Rampoldi – figlia della nota giornalista ed inviata Rai, storica volto di programmi come “La Vita in Diretta”, Raffaella Longobardi – è nata a Roma il 23 Gennaio 1979, sotto il segno dell’Acquario. Ludovica ha un fratello di nome Gherardo Romeo.
Non ci sono dettagli pubblici specifici sulla formazione. Ma si è rilevato che ha maturato una preparazione solida e “da secchiona”, come viene definita in alcuni ritratti. Ma la sua vera formazione professionale è avvenuta sul campo, attraverso esperienze pratiche nel cinema.
Intorno ai 25-27 anni ha iniziato a lavorare come sceneggiatrice, collaborando alla sceneggiatura de “La ragazza del lago” (2006), di Andrea Molaioli. La Rampoldi ha affinato la scrittura in team con autori come Alessandro Fabbri e Stefano Sardo.
Nel 2007 ha ricevuto una menzione speciale al Premio Solinas per il soggetto “Il cuore della notte“. Da questo lavoro è nato il film “La doppia ora” (2009) di Giuseppe Capotondi, presentato a Venezia.
Si è affermata come una delle sceneggiatrici più apprezzate del cinema e della serialità italiana, collaborando con registi del calibro di: Marco Bellocchio, Gabriele Salvatores, Andrea Molaioli.
Come sceneggiatrice ha firmato lavori quali: “La ragazza del lago” (2006, Molaioli); “La doppia ora” (2009, Capotondi); “Il gioiellino” (2011, Molaioli); “La kryptonite nella borsa” (2011, Cotroneo); “Il ragazzo invisibile” (2014) e sequel (2018, Salvatores); “Slam – Tutto per una ragazza” (2016, Molaioli).
Inoltre ha lavorato alla sceneggiatura di: “Il traditore” (2019, Bellocchio), David di Donatello e Nastro d’Argento per la sceneggiatura; “Esterno notte” (2022, Bellocchio); “Una storia nera” (2024); “Il maestro” (2025); “Primavera” (2025, Michieletto). “Breve storia d’amore” (2025) rappresenta il suo esordio alla regia. Il film è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma ed uscito in sala, con un cast che include: Pilar Fogliati, Adriano Giannini e Valeria Golino.
Tra i suoi lavori, anche note serie TV. Infatti è stata la co-creatrice di 1992, 1993 e 1994 (Sky), collaborando alle prime tre stagioni di “Gomorra – La serie”. Ma ha anche collaborato nelle produzioni: “In Treatment”, “The Bad Guy” (Amazon Prime, co-creata con Giuseppe G. Stasi e Davide Serino), “I leoni di Sicilia” (Disney+), “Corpo libero” (Paramount+).
Si è cimentata anche con l’insegnamento. Nelle vesti di docente occasionale ha tenuto corsi al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, alla Scuola Holden di Torino ed all’Università IULM di Milano.
In occasione della 71ª edizione dei David di Donatello (6 maggio 2026), Ludovica Rampoldi ha conquistato due candidature: come Miglior sceneggiatura non originale per “Primavera” di Damiano Michieletto e Miglior esordio alla regia per “Breve storia d’amore“.
La vita privata di Ludovica Rampoldi
Ludovica Rampoldi è sposata con il produttore Nicola Giuliano (Indigo Film), il loro matrimonio si è celebrato il 14 settembre 2013. La coppia ha una figlia, Greta.
La famiglia appare spesso insieme in occasioni pubbliche legate al cinema (premiere, festival, photocall), mantenendo comunque un profilo piuttosto riservato sulla vita privata.
Chi è Nicola Giuliano
Nato a Napoli, il primo febbraio 1966 (sotto il segno dell’Acquario), Nicola Giuliano è laureato con lode in Giurisprudenza presso l’Università di Napoli. Ma è anche diplomato in Produzione al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Professionalmente si è affermato come produttore cinematografico e televisivo.
Ma ha iniziato a lavorare come direttore di produzione ed organizzatore generale con registi come Mario Martone, Stefano Incerti e Mimmo Calopresti. Nel 1994 ha fondato Indigo Film insieme a Francesca Cima e Carlotta Calori. La società è diventata una delle più prestigiose case di produzione indipendenti italiane. Inoltre ha prodotto tutti i film di Paolo Sorrentino dal debutto “L’uomo in più” (2001) fino a “Loro” (2018).
Ma ha anche prodotto: “La ragazza del lago” (2007), “Il traditore” (2019), “Capri-Revolution”; “Euforia”; “Breve storia d’amore”. Indigo Film ha prodotto anche serie TV di grande successo, tra cui: “The Bad Guy”, 1992/1993/1994, “Gomorra – La serie” (prime stagioni); “Nemesi” (Netflix) e “La famiglia Panini”.
La casa di produzione ha ricevuto importanti riconoscimenti: Oscar (come produttore di “La grande bellezza“), David di Donatello come miglior produttore, Nastri d’Argento, BAFTA e Golden Globe (collettivi per i film prodotti).
Nicola Giuliano è anche docente in vari master e corsi di produzione cinematografica (tra cui alla Suor Orsola Benincasa di Napoli, dove è diventato direttore di un Master in Cinema e Televisione) ed è considerato un ‘cacciatore di talenti’.
Dove vive?
La Rampoldi vive a Roma con la sua famiglia. Non ci sono informazioni pubbliche più precise sulla zona, ma la sua vita professionale e familiare è radicata nella Capitale, dove si concentra gran parte dell’industria cinematografica italiana.
Tutte le curiosità su Ludovica Rampoldi
– Il rapporto tra Ludovica e la madre, la nota inviata Rai, Raffaella Longobardi, appare positivo e affettuoso, anche se tenuto riservato. Raffaella Longobardi ha parlato pubblicamente della figlia con orgoglio.
– Durante l’infanzia ha vissuto l’assenza frequente dei genitori per motivi di lavoro, un’esperienza che ha influenzato il suo modo di raccontare le relazioni e le famiglie.
– Attraverso il suo Instagram aggiorna il suo seguito sui suoi lavori, ed infatti utilizza i social principalmente per promuovere e condividere il suo lavoro.
– La Rampoldi ha scritto il soggetto di “Breve storia d’amore” quando aveva circa 20 anni. Poi lo ha ripreso e riscritto a 40 anni (circa) con uno sguardo molto più maturo e complesso sulle relazioni.
– Il tema delle formiche nel film “Breve storia d‘amore” è una metafora ricorrente che lei ha studiato a fondo: rappresenta l’invasione del disturbo nella coppia e nella casa, luogo che dovrebbe essere sicuro.
