Nella notte tra il 4 e il 5 novembre 2019, un’esplosione nella sua cascina ha ucciso 3 Vigili del fuoco. Lui è stato arrestato poco dopo: ecco chi è Giovanni Vincenti.

Giovanni Vincenti, proprietario della cascina in cui sono morti 3 Vigili del fuoco in servizio, è stato arrestato poco dopo la strage con pesantissime accuse. Inizialmente si era detto bersaglio di un atto dolosoper pura e semplice invidia” ma alla fine, sotto il pressing di un interrogatorio durato circa 10 ore, ha confessato. Vincenti si è dichiarato responsabile della sistemazione delle bombole che hanno fatto saltare in aria la proprietà. Il movente? Incassare un’assicurazione di 1 milione e mezzo di euro stipulata pochi mesi prima, la sua firma dietro l’esplosione.

Ha detto di non aver voluto uccidere, ma sotto le trame del suo piano si sono spenti 3 uomini: Matteo Gastaldo (47 anni), Marco Triches (36 anni) e Antonino Candido (32 anni).

Chi è Giovanni Vincenti?

Classe 1964, Giovanni Vincenti è il proprietario della cascina esplosa nella notte tra il 4 e 5 novembre 2019 a Quargnento, Alessandria. Una prima parziale esplosione ha visto l’intervento dei Vigili del fuoco, poi la seconda, che ha spazzato via le vite di 3 giovani pompieri.

È lui ad aver confessato di aver piazzato le bombole e il timer per far saltare tutto in aria, e riscuotere così il milione e mezzo di euro di assicurazione che nell’agosto precedente avrebbe stipulato anche per fatto doloso. Questo gli avrebbe permesso di risollevarsi da una serie di debiti contratti nel corso di alcuni progetti poi rivelatisi fallimentari.

Imprenditore da anni, Giovanni Vincenti avrebbe alle spalle la fondazione e la gestione di un maneggio poi ceduto, e l’apertura di un sito web dedicato all’organizzazione di viaggi. In mezzo, il vano tentativo di vendere la cascina di via San Francesco d’Assisi dove poi avrebbe messo in scena il suo piano. Un’assurda scelta che lo ha visto finire dietro le sbarre con le accuse di omicidio volontario plurimo, lesioni volontarie e crollo doloso.

Vigili fuoco Alessandria
Fonte foto: https://twitter.com/emergenzavvf

Chi è la moglie di Giovanni Vincenti?

La moglie di Giovanni Vincenti è finita sotto la lente investigativa e indagata a piede libero per concorso nei reati ipotizzati a carico di Giovanni Vincenti.

La coppia si sarebbe trasferita nel 2017 ad Alessandria, dove abitava al momento della tragedia. Prima della svolta che lo ha visto finire in manette, alla stampa Vincenti aveva detto parecchio sul suo presunto convincimento, sostenendo che potesse trattarsi di un’azione dolosa di ignoti a suo danno.

Un gesto trainato da una non meglio specificata “invidia”, entro il cui spettro far ricadere responsabilità terze poi rivelatesi infondate alla luce della sua confessione.

A RaiNews24, ad esempio, aveva riferito: “Sono stato chiamato da un brigadiere all’1.10 quando il primo scoppio era già avvenuto: io sono arrivato tre minuti dopo il secondo scoppio, fossi arrivato prima probabilmente sarei anche io sotto quelle macerie.

Ho subito diversi atti dolosi da un personaggio che avevo preso a lavorare con me e che poi mi aveva piantato in asso. (…) Una volta mi è sparita una cagnolina. Noi non siamo mai stati benvoluti da quel paese“.

La posizione di Giovanni Vincenti

Il proprietario della cascina di Quargnento aveva smentito persino di avere bombole del gas, ma alla fine ha confessato svelando di aver agito per questioni economiche. Insieme alla moglie, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, avrebbe contratto debiti con alcune banche e questo sarebbe motore del piano crimonoso da far sfociare in una vera e propria frode all’assicurazione.

La sua posizione è cambiata velocemente durante l’interrogatorio durato circa 10 ore, poi culminato nell’arresto. Incastrato dal bugiardino del timer usato per dar vita a quell’inferno, secondo quanto riferito dal procuratore capo di Alessandria, Enrico Cieri, in conferenza stampa dopo la clamorosa confessione.

Giovanni Vincenti è stato inchiodato dal foglietto di istruzioni del timer, rinvenuto dagli inquirenti in sede di perquisizione domiciliare. La chiave per dare una decisiva svolta al giallo di Quargnento.

La strage di Quargnento “si poteva evitare”

La tragedia di Quargnento si poteva evitare. È questa la terribile verità emersa in conferenza stampa per voce del procuratore Cieri. L’uomo avrebbe avuto tutto il tempo di impedire la strage: informato della prima esplosione, non avrebbe mosso un dito per far sapere alle autorità della presenza di almeno altre 5 bombole pronte ad esplodere.

Sarebbero 7 quelle utilizzate per concludere quell’assurdo disegno. Tra il primo scoppio e il secondo, quello fatale, ci sarebbero stati almeno 30 minuti utili a scongiurare la fine.

Fonte foto: https://twitter.com/emergenzavvf

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ultimo aggiornamento: 11-11-2019


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